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Questo articolo è stato pubblicato il 26 aprile 2012 alle ore 09:33.
Per Zegna un 2011 da record. Nella foto l'uscita finale della collezione Ermenegildo zegna autunno-inverno 2012-13 lo scorso gennaio a Milano
«I nostri dati 2011 sono stupendi: è un buon consolidamento degli sforzi in un anno record per il settore del lusso e speriamo di continuare in questa corsa, che d'ora innanzi sarà bella sana. Come previsto, il 2012 si presenta meno effervescente. A livello retail nel primo trimestre la crescita media a cambi costanti è dell'11%: anche se più lento, è pur sempre un aumento a doppia cifra. Firmerei per mantenerlo per l'intero esercizio».
Gildo Zegna, amministratore delegato della Ermenegildo Zegna, controlla l'euforia e snocciola i numeri: il gruppo di Trivero ha archiviato il 2011 con un fatturato in crescita del 17% a 1,127 miliardi, un Ebitda in aumento del 66% a 233 milioni, con un'incidenza sui ricavi del 20,7% rispetto al precedente 14,6%, e un utile netto quasi raddoppiato: +91,5% a 115,1 milioni. La posizione finanziaria netta si è rafforzata ulteriormente, salendo a 245 milioni, mentre martedì sera è stato annunciato un investimento del 3% nel capitale della quotanda Brunello Cucinelli, «un'operazione piccola ma significativa, perché dimostra che noi italiani remiamo tutti nella stessa direzione».
Zegna, risultati record portano un bonus record...
Il superamento del miliardo di ricavi in prossimità del centenario ha suggerito al presidente onorario, Angelo Zegna, di proporre al Cda un premio di mille euro per ciascuno degli oltre 7mila dipendenti. Uno sforzo importante, ma un atto di generosità indispensabile per riconoscere il lavoro delle "teste" e delle "mani" che costruiscono giorno dopo giorno la forza del nostro marchio.
Quali sono i mercati principali?
Innanzitutto, la nostra quota di export è superiore al 90% del fatturato e la Cina rappresenta circa la metà dei ricavi retail che si stanno avvicinando a un totale di un miliardo: ci arriveremo abbastanza presto.
Come avete governato l'incremento della marginalità?
Grazie al work in progress avviato dopo la crisi del 2009, lavorando su efficacia ed efficienza di mercati e di negozi che non funzionavano a pieno regime, e puntando sull'innovazione di prodotto, ad esempio nei tessuti di seta. Inoltre abbiamo venduto molti più prodotti a prezzo pieno, grazie alla migliore comprensione dei desideri dei consumatori, che monitoriamo in modo scientifico anche a livello locale, proponendo un corretto equilibrio delle proposte. Senza dimenticare il rimbalzo della divisione tessile, che pur soffrendo non era peraltro mai andata in perdita, e di Agnona che ha realizzato un buon recupero. Ora abbiamo la marginalità congrua per un marchio del lusso come il nostro.
La focalizzazione sul segmento maschile è un vantaggio, visto che i consumi corrono più veloci di quelli femminili...
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