Storia dell'articolo
Chiudi
Questo articolo è stato pubblicato il 29 aprile 2012 alle ore 08:14.

Dopo l'inaugurazione del terzo stabilimento in India, Piaggio guarda al continente africano e all'Indonesia. A spiegarlo è Roberto Colaninno, presidente della casa di Pontendera, arrivato nello stato indiano del Maharashtra per tagliare il nastro della nuova fabbrica di Baramati da dove uscirà la Vespa: «Pensiamo di sviluppare l'Africa attraverso l'India – ha spiegato Colaninno –. Sia per la tipologia dei prodotti, come le tre ruote, che per i rapporti che esistono fra lo stato indiano e molti stati africani crediamo questo paese possa essere la porta per l'Africa. Lì i nostri concorrenti indiani fanno ottimi affari e possiamo certamente farli anche noi».
Il mercato africano, in cui Piaggio ora opera attraverso una rete di distributori, non è però la sola sfida. Orizzonte più vicino è quello del Sudest asiatico, dove il gruppo ha aperto uno stabilimento produttivo in Vietnam nel 2009 e dove presto potrebbe arrivare l'ora dell'Indonesia: «L'investimento con cui pensiamo con una certa probabilità è l'Indonesia – ha continuato Colaninno – tuttavia prima di mettere troppa carne al fuoco vogliamo costruirci un'organizzazione adeguata». La soluzione più probabile a Jakarta – dove Piaggio ha già una filiale commerciale – potrebbe essere quella di uno stabilimento di assemblaggio che consenta di ridurre i costi di importazione, rafforzando al contempo la presenza del gruppo su un mercato da 7 milioni di veicoli, grande sei volte quello europeo.
«I mercati asiatici rispetto a quelli europei sono molto più redditizi, anche se la concorrenza è rilevante – ha proseguito il presidente Piaggio chiarendo la strategia del gruppo in Asia, basata sull'alto di gamma –. Il prezzo premium è un segmento che stiamo inventando, speriamo di avere successo». I risultati, con un premio sul prezzo di Vespa che è almeno del 20% rispetto ai principali concorrenti, per ora non sono mancati: i 20 milioni di dollari investiti per la realizzazione dello stabilimento vietnamita, spiegano da Piaggio, si sono ripagati infatti in soli 8 mesi.
Del resto con un mercato europeo che ha quasi dimezzato i volumi negli ultimi 10 anni andare all'estero è una strada obbligata. «Il gruppo Piaggio senza la strategia di internazionalizzazione avrebbe avuto difficoltà a sopravvivere» afferma Colaninno convinto di questa scelta fin da quando, dopo essere arrivato a Pontedera, decise di non dismettere, ma anzi, di rilanciare la presenza in India. Dopo 10 anni e 10 miliardi di rupie (circa 150 milioni di euro) di investimenti l'Ape è passata da 30 a 2mila unità prodotte al giorno, a cui ora si aggiungeranno a regime oltre 600 Vespa. Nuovi investimenti arriveranno, poi, nel prossimo futuro, visto che entro il 2014 la capacità della Vespa a Baramati raddoppierà con una spesa di 20 milioni di euro. «Aumenteremo il debito solo in funzione della capacità di aumentare la redditività e la generazione di cassa» ha chiarito comunque il presidente Piaggio. L'obiettivo è un rapporto debito/Ebitda in riduzione da 1,75 a 1,15 da realizzarsi nei prossimi tre esercizi non tanto tagliando l'indebitamento – che si dovrebbe assestare poco sopra i 300 milioni – quanto aumentando la marginalità.
Colaninno, dopo l'inaugurazione della fabbrica alla presenza di due ministri indiani, ha speso anche qualche parola su Alitalia spiegando i motivi della mancata acquisizione di Blue Panorama: «Le condizioni che pensavamo necessarie per l'operazione non si sono realizzate. Con la due diligence abbiamo visto che alcuni aspetti erano diversi rispetto alle nostre attese». Guardando, invece al lock-up fra azionisti dell'ex compagnia di bandiera, in scadenza nel 2013, Colaninno ha chiarito: «Non posso sapere quello che decideranno di fare gli azionisti. Noi abbiamo una strategia molto precisa e mi piacerebbe portare a termine un disegno a vantaggio della compagnia e del Paese».
Permalink
Ultimi di sezione
-
ora legale
In ricordo di Falcone e della sua scorta saltati in aria a Capaci - Foto - Vai al Dossier
-
Made in
Varese, la moto resiste con export e MV
Luca Orlando
-
TLC
Un miliardo di abbonati sulle reti gestite da Ericsson
-
ECOLOGIA URBANA
Un'app aiuta a tenere pulite le nostre città
di Barbara Ganz
-
Regole e incentivi
Riva, sequestrati 1,2 miliardi
Angelo Mincuzzi
-
Lavoro
Ceramica, accordo sul design
di Luca Orlando








