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Questo articolo è stato pubblicato il 17 luglio 2012 alle ore 11:22.

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Cala il sipario sui servizi di piatti e sulle tazze firmati Richard Ginori, la manifattura fiorentina di porcellane nata nel 1735 che ha fatto la storia della tavola italiana. Dopo 277 anni di vita, tra pochi giorni l'azienda – in liquidazione dal maggio scorso, schiacciata da 70 milioni di debiti e senza più liquidità - sospenderà la produzione e farà scattare la cassa integrazione per tutti i 330 dipendenti.

I liquidatori di Richard Ginori, guidati da Marco Milanesio, lo hanno comunicato ieri al tavolo istituzionale convocato dalla Regione Toscana. «Abbiamo preso atto delle dichiarazioni dell'azienda sull'improcrastinabilità della chiusura, per cessazione di attività, a partire dal prossimo 31 luglio», ha annunciato l'assessore toscano alle Attività produttive, Gianfranco Simoncini.

I forni aziendali, però, rimarranno accesi alla minima temperatura, per non compromettere il riavvio che dovrebbe avvenire dopo la pausa estiva. Le trattative con il gruppo piemontese Sambonet dei fratelli Pierluigi e Franco Coppo, interessato a rilevare il marchio e lo stabilimento di Sesto Fiorentino, proseguono infatti senza intoppi, con la prospettiva di concludersi all'inizio di settembre.

La trattativa, secondo quanto spiegato da Milanesio al Sole 24 Ore, è in fase avanzata, anche se restano da definire alcuni aspetti fondamentali come il valore del magazzino. In discussione anche il numero di lavoratori che potrà essere reimpiegato dalla nuova proprietà. La proposta di Sambonet prevede di riassorbire solo un terzo dei dipendenti e di far ripartire l'attività attraverso una new company. I debiti resterebbero nella bad company – Richard Ginori 1735 spa - per la quale i liquidatori si apprestano a chiedere, entro fine mese, il concordato preventivo.

Con l'acquisizione di Richard Ginori, la Sambonet di Orfengo (Novara) rafforzerebbe il gruppo (170 milioni di fatturato aggregato 2011, 1.200 dipendenti) che già oggi è leader nella produzione di articoli di alta qualità per la tavola e la cucina: posate, pentole professionali (a marchio Paderno) e, dal 2009, anche le porcellane tedesche Rosenthal, acquisite dal concordato preventivo e risanate nel giro di tre anni.

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