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Questo articolo è stato pubblicato il 26 luglio 2012 alle ore 06:44.

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Chi credeva che la storia della privatizzazione di Tirrenia fosse archiviata dopo la conclusione positiva della scorsa settimana non aveva messo in conto l'Europa: l'Antitrust europeo proprio ieri ha riaperto il capitolo. Il commissario alla concorrenza, Joaquin Almunia, ha infatti spiegato che la Ue vuole accertare l'esistenza o meno di aiuti di stato di cui potrebbe aver beneficiato Cin (Compagnia italiana di navigazione, partecipata al 40% da Moby, al 30% da Clessidra, al 20% da Gip e al 10% dall'imprenditore Francesco Izzo) che la scorsa settimana ha siglato il passaggio di proprietà. Se gli aiuti del passato dovessero essere considerati illegali e non fosse accertata la discontinuità tra vecchia e nuova società, la nuova potrebbe doverli rimborsare. E si tratta di una cifra tutt'altro che irrilevante: sul tavolo ci sarebbero 496 milioni di euro derivanti dal prolungamento della convenzione di servizio pubblico per le compagnie del gruppo nel 2009-2011 e le nuove condizioni di acquisizione del controllo da parte di Cin. E poi i 60 milioni di euro di "sconto" a Cin frutto della dilazione del pagamento in 10 anni senza interessi. Per Francesco Sciaudone, partner di Grimaldi studio legale e advisor di Cin nella privatizzazione, però «non c'è una determinazione degli aiuti di cui nessuno ufficialmente conosce l'ammontare. Quanto alla dichiarazione di Almunia non c'è alcun fatto nuovo, conferma ciò che da tempo è oggetto della Commissione. Si tratta di ordinaria e corretta attività istruttoria che non comporta alcun ostacolo».

Nel caso in cui l'Antitrust dovesse stabilire che si tratta di aiuti di stato illegali, a quel punto però sarà da vedere chi paga: la vecchia Tirrenia o Cin? Perché non sia Cin a dover pagare deve esserci discontinuità aziendale. L'Antitrust deve verificare una serie di questioni per determinare se si tratta di aiuti di Stato compatibili o meno con le norme Ue. In primo luogo, se i servizi forniti dalle società dal 2009 sono stati effettivamente definiti «servizi di interesse economico generale» prima di essere assegnati a tali società e se le compensazioni versate siano state «proporzionate ai costi netti sostenuti». In secondo luogo, se le misure pubbliche adottate a favore delle società dell'ex gruppo Tirrenia (finanziamenti per coprire spese correnti e vantaggi fiscali) abbiano procurato un vantaggio sui concorrenti. Infine, se il metodo scelto per la privatizzazione può aver conferito un vantaggio indebito alle imprese privatizzate o a chi le ha acquisite.

La nuova Tirrenia, ufficialmente nata la scorsa settimana con la firma del passaggio di proprietà della compagnia di navigazione in amministrazione straordinaria alla Newco Cin così è già sotto i riflettori europei. Se l'Antitrust italiano ha infatti dato il via libera ad alcune condizioni, tra cui una serie di misure sui prezzi da ridurre, sulla cessione di rotte (come l'uscita di Moby dalla Genova Porto Torres), capacità di trasporto e scioglimento degli accordi di "code sharing", quello europeo dice di volerci vedere chiaro e approfondire la questione. Infatti, come spiega Almunia, da una parte «c'è l'operazione di fusione trattata a livello italiano, dall'Autorità di concorrenza, su cui non ho nulla da dire». Dall'altra parte, però, «è ben noto sia alle autorità italiane che ai responsabili di Tirrenia che c'è una lista di casi di aiuti di Stato ricevuti in passato da Tirrenia o da sue filiali su cui è in corso un'inchiesta europea». È un gruppo di casi su cui «non si può decidere indipendentemente dall'esistenza o meno di una fusione tra Tirrenia e un'altra società. Inoltre, la Commissione ha anche già aperto un'inchiesta per verificare se nella procedura di privatizzazione ci sono degli aiuti di stato che devono essere analizzati». Al riguardo Almunia ha già scritto al ministro dello Sviluppo, Corrado Passera.

Intanto comunque Cin ha convocato i sindacati di categoria per il primo agosto. All'ordine del giorno della riunione, si legge nella lettera inviata dall'amministratore delegato Ettore Morace a Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, l'approfondimento delle tematiche relative alle azioni di rilancio dell'azienda programmate. Sempre che l'Antitrust europeo non affossi sul nascere la nuova Tirrenia.

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