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Questo articolo è stato pubblicato il 23 agosto 2012 alle ore 06:43.

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Ennesima fumata nera per le sorti di Windjet: nella giornata di ieri i sindacati non hanno ricevuto alcuna informazione aggiuntiva sulle intenzioni future della compagnia aerea low cost dopo lo stop ai voli.
Il presidente Nino Pulvirenti sabato scorso a margine di un incontro a Catania aveva annunciato che ieri avrebbe sollevato il velo sul futuro della low cost siciliana, che adesso si trova davanti a un bivio: proseguire nell'attività o finire commissariata.
Secondo indiscrezioni vi sono più trattative in corso per trovare una soluzione: informazioni sarebbero state richieste da una decina di compagnie aeree, ma la «rosa» si sarebbe ristretta a un'azienda italiana e a due grosse low cost straniere.
Entro venerdì prossimo la compagnia aerea dovrà trovare una soluzione o sarà applicata la legge Prodi bis. Senza più aerei, con la licenza sospesa, con l'annuncio ai 504 dipendenti dell'avvio della cassa integrazione e con un debito che si aggirerebbe intorno ai 150 milioni di euro, la compagnia aerea siciliana ha bisogno di un partner che la faccia rinascere.
La crisi intanto sta causando le prime ripercussioni sull'indotto: sono fino a 170, tra i dipendenti a tempo indeterminato e stagionali, gli esuberi dichiarati da Katane handling, azienda addetta al carico, scarico, controllo tecnico e assistenza a terra dell'aeroporto di Catania. Lo ha affermato un comunicato di Cgil, Cisl e Uil al termine di un incontro durante il quale la Katane handling ha reso noto un esubero di personale proporzionale alla percentuale di voli perduti a causa della riduzione del volato Windjet. Per i sindacati «l'aeroporto di Catania rappresenta una struttura strategica di trasporto per tutta la Sicilia orientale e la comunità catanese non può subire ulteriori contraccolpi sull'occupazione».
Per i sindacati «non è più rinviabile un confronto per la costruzione di un protocollo tra handler, Enac, Sac, per costruire una clausola di salvaguardia per tutelare i posti di lavoro». Le tre organizzazioni sindacali di categoria hanno chiesto alla Prefettura di Catania di «avviare un tavolo di confronto che metta insieme tutte le parti interessate per salvaguardare tutto il patrimonio legato all'aeroporto di Catania e per costruire un protocollo di salvaguardia sociale».
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