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Questo articolo è stato pubblicato il 03 ottobre 2012 alle ore 16:48.

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Il calo del fatturato, il primo dal 1989, e la crisi dei consumi non spaventano Ikea. Nei prossimi tre anni il colosso dell'arredamento a buon prezzo investirà in Italia oltre 400 milioni di euro per aprire 4 nuovi negozi (tra Roma, Pisa, Verona e Cerro Maggiore). Le strategie del colosso svedese dei mobili sono state presentate a Roma da Lars Petersson, amministratore delegato di Ikea Italia.

Cala il fatturato, ma l'Italia resta mercato cruciale
Ikea ha chiuso l'anno commerciale con 1,6 miliardi di euro di vendite, il 2,6% in meno rispetto allo scorso anno. È il primo risultato negativo dal 1989, quando Ikea aprì il primo dei suoi venti negozi sparsi lungo la Penisola. Ikea conferma però la «fiducia nell'Italia», ha detto l'ad Petersson. Il nostro Paese è infatti al quarto posto a livello mondiale nelle vendite del gruppo e al terzo posto nella classifica dei fornitori. «Ikea è il più grande acquirente al mondo di mobili italiani - ha sottolineato l'amministratore delegato - e la bilancia commerciale è sempre a favore dell'Italia». I volumi che Ikea acquista sono, infatti, maggiori di quelli che vende. E nel nostro Paese impiega 6.243 dipendenti, di questi l'89% é assunto a tempo indeterminato, mentre l'indotto occupa altre 1.800 persone.

Pronti 400 milioni di investimenti per i prossimi tre anni
In un triennio la società prevede di investire in Italia 400 milioni: alla fine del prossimo anno (dopo l'inaugurazione del centro nelle vicinanze di Chieti avvenuta alcuni mesi fa) aprirà un nuovo punto vendita a Pisa (33mila metri quadrati la superficie per un costo di 62 milioni di euro), altri due store apriranno poi in Veneto (a Verona) e Lombardia (Cerro Maggiore). Il progetto per l'avvio del terzo negozio a Roma, nella zona del Pescaccio sull'Aurelia, è pronto - per un investimento di 115 milioni -, ma sta subendo dei ritardi a causa di lungaggini burocratiche.

Per Ikea la burocrazia italiana allunga del doppio i tempi
«I tempi per il nuovo negozio di Roma Pescaccio si sono allungati di nuovo. Non è possibile lavorare con tempi così lunghi, in Italia sono il doppio di quelli medi in Europa»: è quanto denuncia l'ad di Ikea Italia, Lars Petersson. «Da sette anni abbiamo un bellissimo progetto che speriamo tanto di realizzare - ha detto Petersson -, cosa succede non lo so, questa incertezza è inaccettabile, ancora peggio dei tempi lunghi». L'azienda propone l'esempio di Pisa dove «la Regione si è fatta sportello unico» e «a quindici mesi dalla licenza a costruire viene posata la prima pietra».

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