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Questo articolo è stato pubblicato il 11 novembre 2012 alle ore 08:13.

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VENEZIA. Dal nostro inviato
Se l'Italia spingesse le start up come la Germania, con la stessa quota di venture capital di Berlino rispetto al Pil, il nostro prodotto interno guadagnerebbe in un anno 29 miliardi.
Il Centro studi di Confcommercio ha provato a simulare l'impatto di un maggiore impegno in innovazione, considerando che tra le cause del declino economico del Paese vi è anzitutto la mancanza di un ambiente favorevole all'imprenditorialità e alla cultura del rischio d'impresa.
L'obiettivo, spiega il direttore del centro studi Mariano Bella, è provare a rimuovere alcuni degli ostacoli che riducono il nostro sviluppo potenziale e che in 20 anni, per il solo effetto di una ridotta produttività totale dei fattori, hanno creato nei confronti della Germania un gap di ben 15 punti di Pil.
Per invertire il trend, una delle strade è quella di incentivare lo sviluppo delle aziende innovative, area in cui però l'Italia sconta un grave ritardo in termini di risorse dedicate. Gli investimenti in venture capital, capitale di rischio orientato alle nuove iniziative, sono pari in Italia ad appena 1,2 euro pro-capite, livello che sfiora i 10 euro per Germania e Francia mentre negli Stati Uniti arriva addirittura a quota 83.
Rispetto al Prodotto interno lordo, in Italia il venture capital vale solo lo 0,004%, in Germania sette volte di più.
Cosa accadrebbe dunque se imitassimo Berlino?
Le stime di Confcommercio indicano che il nostro Pil lo scorso anno sarebbe stato più alto per 29 miliardi, 132 miliardi in più nel decennio 2001-2011, risultati che sarebbero stati ancora superiori imitando la performance del Regno Unito.
Risultati analoghi si ottengono simulando una maggiore prersenza di giovani imprenditori, attualmente pari all'11,4% del totale. Se la quota di under 35 salisse del 20% - stima l'ufficio studi di Confcommercio – il nostro Pil avrebbe un beneficio di 5,5 miliardi, pari allo 0,34%.
Bene dunque ha fatto il Governo a prevedere misure di incentivazione per le start-up, anche se Confcommercio auspica una rimodulazione dei testi per evitare di estromettere le imprese del terziario.
Certo, conclude lo studio, tutto questo non basta, perché «il maggiore incentivo per la società imprenditoriale è la creazione di un contesto, se non proprio favorevole, almeno non ostile alla coltivazione di idee innovative, al capitale di rischio, alla valorizzazione del talento, al riconoscimento del merito e al profitto socialmente sostenibile».
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START UP

1,2 euro
Investimento pro capite
L'Italia investe 1,2 euro pro capite l'anno per le start up.
La Germania e la Francia investono circa 10 euro pro capite, mentre il Paese che investe di più al mondo, Gli Stati Uniti, investe 83 euro l'anno pro capite per le imprese di nuova costituzione