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Questo articolo è stato pubblicato il 14 novembre 2012 alle ore 06:45.

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BRUXELLES. Dal nostro corrispondente
L'Italia si è assicurata i 670 milioni di euro che la Commissione vuole allocare alla regione Emilia-Romagna per il grave terremoto del maggio scorso. I ministri delle Finanze dell'Ue hanno dato ieri il loro benestare al versamento (che deve ancora ricevere l'accordo del Parlamento nei prossimi giorni). La partita su una rettifica del bilancio 2012 resta invece aperta, a qualche giorno da un delicato vertice sulle prospettive finanziarie 2014-2020. I ministri delle Finanze dell'Ecofin hanno tenuto ieri un voto sugli aiuti europei alla regione italiana. Tre paesi hanno votato contro (Gran Bretagna, Svezia e Olanda). La decisione è passata a maggioranza qualificata. La scelta è giunta dopo che venerdì il pacchetto da quasi 700 milioni è rimasto bloccato dalle trattative sulla rettifica del bilancio 2012 e dalla decisione della Commissione di chiedere 9 miliardi in più agli Stati membri per chiudere l'anno in pareggio (ed evitare l'interruzione di programmi come Erasmus).
La richiesta è stata bocciata da alcuni Paesi, convinti che il denaro possa venire recuperato da poste di bilancio ancora inutilizzate. Venerdì la posizione di questi Paesi aveva indotto a credere che ci fosse un'opposizione agli stessi aiuti all'Emilia-Romagna. In realtà, nella discussione della settimana scorsa, nessuno aveva messo in dubbio il denaro all'Italia.
Se ieri alcuni Paesi hanno votato contro è perché l'Ecofin ha deciso di optare in questo caso per denaro fresco, e non per una ridistribuzione delle poste di bilancio. La scelta, evidentemente, non è piaciuta a tutti. Dietro alla decisione di optare per un voto sulla questione vi sono una serie di motivi. Prima di tutto, c'è stato il desiderio di rassicurare l'Italia, dopo che anche il premier Mario Monti si era preoccupato dei rischi di un mancato versamento degli aiuti all'Emilia-Romagna.
I ministri delle Finanze europei hanno avuto «una lunga discussione politica sul problema del bilancio» e «nessuno ha messo in dubbio i 670 milioni per l'Emilia», ha commentato ieri pomeriggio il ministro dell'Economia Vittorio Grilli. Una volta acquisito il voto favorevole in serata, Ferdinando Nelli Feroci, il rappresentante dell'Italia presso l'Unione, ha parlato di «manifestazione concreta di solidarietà», che dimostra come la Ue sia «in grado di mantenere le promesse».
Il voto è anche servito a disinnescare una vicenda che aveva provocato emozioni politiche, offerto al Parlamento un'arma di ricatto e complicato le trattative sulla rettifica del bilancio 2012. I deputati, infatti, avevano condizionato il loro accordo al nuovo budget proprio al sostegno all'Italia. La partita sulla rettifica di bilancio resta però aperta. Ieri il Parlamento si è rifiutato di partecipare a una riunione a tre con la Commissione e il Consiglio, rimproverando ai paesi di non avere ancora una posizione unica.
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