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Questo articolo è stato pubblicato il 26 gennaio 2013 alle ore 08:18.

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TORINO
Primo giorno in azienda ieri per i nuovi titolari della Galup. A questo punto si può dire che quella del panettone basso del Piemonte, con la glassa alle nocciole, sia una storia a lieto fine. Una di quelle in cui un marchio dell'alta pasticceria italiana, che richiama la tradizione e la maestria di un'azienda artigianale, riesce ad avere una seconda opportunità. La firma dell'atto che ha segnato il passaggio di proprietà da Fausta e Regina Ferrua – eredi della famiglia che ha fondato la società novant'anni fa – a una cordata di quattro imprenditori piemontesi ha allontanato il pericolo di una chiusura definitiva.
Il gruppo di nuovi soci arriva dal settore dell'automotive e dalla comunicazione: Paolo Covelli e Valter Rabaioli, della Foam di Rivoli, nel Torinese, Giovanni Tonno, titolare della Fomt di Grugliasco e Pietro Drago, amministratore delegato della Comunicare srl, hanno rilevato la storica società di Pinerolo, messa in liquidazione l'estate scorsa. «L'impegno – spiega Drago – è di ristrutturare il debito della società e ripartire con la produzione delle colombe pasquali già dalla prossima settimana».
La crisi della Galup – gravata da debiti per circa 4,2 milioni (2 milioni verso il sistema bancario, 1,7 verso i fornitori e il resto rappresentati dal tfr dei dipendenti) – è iniziata la primavera scorsa. «Una forte crisi di liquidità – spiega Vincenzo Orlando, nominato liquidatore della società – e la forte esposizione debitoria accumulata nel bilancio 2011-2012 hanno costretto la vecchia proprietà ad intraprendere la strada della messa in liquidazione». Oggi si guarda avanti. Il piano industriale è in fase di definizione e sarà sottoposto all'approvazione del tribunale che sta seguendo la procedura di liquidazione: prevede investimenti per il rilancio, in fase iniziale, per almeno 500mila euro, «cifra destinata a salire» aggiunge Drago.
Una quindicina i dipendenti dello stabilimento di Pinerolo, provincia di Torino, in mobilità dal 26 settembre scorso e rientrati a dicembre per far fronte agli ordini per la stagione natalizia. L'auspicio dei sindacati è che si possano reintegrare in azienda tutti i lavoratori e gli stagionali. «Insieme alla Cisl abbiamo chiesto un incontro con la nuova proprietà – racconta Alberto Revel, della Flai Cgil – e al Comune affinché si salvaguardino tutte le professionalità in azienda e la produzione a Pinerolo». «Abbiamo ricevuto almeno 15 manifestazioni di interesse per una società in difficoltà – riflette Orlando – ma forte di un marchio e di una tradizione assai riconoscibili, come tante realtà di cui l'Italia è ricca. Segno che c'è voglia di fare impresa e di investire in di eccellenza».
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