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Questo articolo è stato pubblicato il 02 luglio 2013 alle ore 06:48.

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MILANO
Insieme con i trasporti e le infrastrutture è l'altro punto forte della "roadmap" con la quale le imprese dell'elettrotecnioca e dell'elettronica italiane vogliono giocarsi il loro futuro.
Il presidente di Confindustria Anie, Claudio Andrea Gemme, lo ha detto molto chiaramente durante il suo intervento in assemblea: «Serve un grande piano di manutenzione dell'esistente» che si declina da una parte negli interventi «sugli impianti industriali già esistenti, ma obsoleti con un progetto serio e strutturato di revamping energetico» e dall'altro con «interventi sul parco immobiliare» attraverso «un programma di messa a norma e di adeguamento graduale degli impianti elettrici delle abitazioni civili e degli edifici pubblici».
I numeri fanno pensare che ci siano ampi margini di intervento visto che «su 28 milioni di edifici residenziali oltre un terzo, ovvero circa 10 milioni di immobili, non ha gli impianti elettrici a norma».
Una questione centrale, questa, in un momento in cui gli interventi edili dovranno necessariamente spostarsi dall'ambito delle nuove costruzioni a quello delle ristrutturazioni dell'esistente. In questo quadro sulla riqualificazione energetica degli edifici le imprese dell'elettrotecnica e dell'elettronica italiane vogliono dire la loro. Anche perché è difficile non riconoscere che un programma di riqualificazione energetica degli edifici ormai non può più prescindere da tecnologie come la domotica o l'automazione intelligente degli edifici.
Insomma, il problema della riqualificazione e anche quello della sicurezza – con la necessità di mettere a norma gli impianti elettrici – vanno ponendosi sempre di più come argomenti centrali. E per l'Anie rappresenta un tavolo al quale è necessario che a livello istituzionale si dia la necessaria importanza. Del resto proprio ora c'è da recepire la Direttiva sull'efficienza energetica degli edifici, alla quale il Parlamento sta lavorando. «In vista di questo recepimento – ha detto Gemme – non è più possibile ignorare i benefici delle tecnologie impiantistiche rappresentate da Anie in termini di efficienza e risparmio energetico».
Una tesi a sostegno della quale il presidente di Confindustria Anie porta a mo' di esempio un dato: «Si consideri il beneficio che potrebbe derivare da soluzioni innovative per ascensori e scale mobili che incidono per ben il 5 per cento sui consumi energetici dell'edificio».
Certo, ieri fra gli imprenditori del settore serpeggiava molto disincanto. Domenico Bosatelli, presidente Gewiss, domandava per esempio «perché in Europa in altri Paesi ci sono programmi per mettere gli impianti elettrici a norma e in Italia no».
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