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Questo articolo è stato pubblicato il 13 settembre 2013 alle ore 06:54.

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La più grande operazione di recupero navale per le dimensioni del relitto (lungo 300 metri e pesante 114mila tonnellate). «Un'impresa mai tentata prima». Così il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, ha definito il raddrizzamento del relitto della Costa Concordia, al via lunedì mattina. Lo ha fatto alla presentazione a Roma del progetto "Parbuckling", per la rotazione di 65° della nave, naufragata nell'urto con uno scoglio all'Isola del Giglio il 13 gennaio 2012 (32 le vittime). Gabrielli, commissario delegato del governo per l'emergenza Giglio, ha confermato che l'operazione (durerà 10-12 ore e saranno utilizzati cavi d'acciaio e piloni piantati nel fondale marino) partirà alle 6 di mattina del 16 settembre. Condizioni meteo permettendo.
Il commissario ha assicurato che tutte le fasi del progetto «sono state approvate e validate» dai ministeri presenti nell'Osservatorio di monitoraggio istituito per verificare il rispetto, in fase esecutiva, delle prescrizioni della conferenza dei servizi al momento del via libera (maggio 2012) al progetto di rimozione presentato dal consorzio Titan-Micoperi. E ha negato divergenze con il ministro dell'Ambiente che negli scorsi giorni aveva chiesto chiarimenti sui rischi ambientali della rimozione.
Gabrielli ha definito remota la possibilità di rottura della nave (adagiata su due speroni di roccia) nel corso dell'operazione, ma ha aggiunto che va monitorato il comportamento della struttura del relitto «quando sarà sottoposto alle sollecitazioni della rotazione». E ha precisato che non esistono piani alternativi. «Il solo piano B è legato alle criticità che si dovessero verificare». Tra queste lo sversamenti di liquidi. Per ridurre al minimo i rischi, ha chiarito Maria Sargentini, presidente dell'Osservatorio di monitoraggio, «il cantiere sarà circondato da una doppia distesa di panni assorbenti. In porto, poi, sono pronti a intervenire immediatamente dei mezzi per ridurre al minimo i rischi di contaminazione».
Quanto alla tempistica, Gabrielli ha assicurato che «settembre dal punto di vista meteorologico è un periodo ottimale» e ha aggiunto che il relitto sarà smaltito a Piombino «se il porto sarà in grado di ricevere la nave quando questa potrà muoversi». Altrimenti si valuteranno destinazioni alternative. Sul fronte costi, infine, il capo della Protezione civile ha ricordato che la rimozione sarà a carico di Costa Concordia (e delle sue assicurazioni). Per un costo totale valutato dall'armatore in circa 600 milioni, «con tendenza a crescere».
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