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Questo articolo è stato pubblicato il 17 settembre 2013 alle ore 12:23.

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Cersaie, laboratorio-vetrina della capacità di riscossa

«È la vetrina dell'eccellenza e il laboratorio delle idee più importante al mondo in campo ceramico. Di più, è il riconoscimento di una leadership indiscussa del made in Italy per innovazione tecnologica, estetica, funzionale che non viene compromessa dalla perdita di quote del mercato globale, anzi ne risulta accentuata». Nelle parole del presidente della commissione Attività promozionali e fiere di Confindustria, Emilio Mussini, non c'è spazio per le preoccupazioni quando si parla di Cersaie, il salone internazionale della ceramica per l'architettura e dell'arredobagno, che festeggia la 31esima edizione a Bologna dal 23 al 27 settembre con numeri in lievissimo calo rispetto allo scorso anno – non nelle piastrelle, dove sono ancora lunghe le liste di attesa – ma un'appeal crescente sui mercati mondiali: 898 gli espositori presenti (909 nel 2012), più di un terzo (302 per l'esattezza) in arrivo da 35 Paesi (erano 32 le nazioni rappresentate nella passata edizione) e l'obiettivo a portata di mano, assicura Confindustria, di replicare il muro delle 100mila presenze del trentesimo anniversario.

«Il nostro è uno dei pochi settori davvero globalizzato – prosegue Mussini – perché in ogni angolo del mondo si producono piastrelle. L'Italia è il baricentro di questo pianeta, perché sono le sue imprese ceramiche a capitanare la sperimentazione tecnologica e di design. Una supremazia che non è stata messa in discussione dalla minor quantità di piastrelle italiane che circola sui mercati quest'anno, tutt'altro. Mentre le altre fiere di settore nel mondo vanno regionalizzandosi e perdono metri quadrati e clienti, Cersaie conferma il proprio ruolo sullo scacchiere globale. La recessione ha colpito il business, non l'interesse per il salone: questo è già di per sé un fatto straordinario». Il Cersaie, insomma, è la bandiera di un esercito di imprese con qualche ferita, ma pronte a sferrare un nuovo attacco – come dimostra l'impegno sugli investimenti, che hanno assorbito il 5,5% del fatturato pur nella critica annata 2012 – certe di una vittoria fatta non sui numeri, ma sulla superiorità tattica. «Visto che non possiamo contrastare l'ascesa dei concorrenti emergenti con le quantità, è sulla qualità che giochiamo la nostra partita – sottolinea Mussini – e anche quest'anno al Cersaie il made in Italy mostrerà il meglio di sé, con uno sforzo enorme delle nostre imprese, considerato il frangente economico».

Nei 166mila metri quadrati fieristici sarà una carrellata di soluzioni inedite e di massima espressività della piastrella made in Italy, che mira a diventare il materiale più performante e bello per ogni soluzione architettonica e non teme l'effetto copiatura dei tanti concorrenti in arrivo a Bologna. «L'internazionalità è un elemento fondamentale del Cersaie – spiega Mussini – che vogliamo preservare e un metro di verifica che ci obbliga al confronto diretto e ci stimola a giocare sempre d'anticipo. Nonostante le tecnologie digitali non basta uno scatto per copiare una nuova piastrella. Dietro c'è un approfondimento stilistico, tecnologico, funzionale che non si copia su carta, perché è frutto della maestria di tecnici, operai e progettisti che lavorano dentro e fuori le nostre fabbriche». A inaugurare la settimana della ceramica bolognese – che animerà non solo la fiera ma tutta la città emiliana – sarà lunedì mattina il convegno su "Manifattura e innovazione: la ceramica italiana nella competizione internazionale", che vedrà a confronto il presidente nazionale di Confindustria Giorgio Squinzi, il numero uno di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli e il Ceo di Unicredit Federico Ghizzoni. Per poi seguire con un fitto calendario di appuntamenti di cultura con archistar e designer di fama mondiale, da Antón García-Abril e Ora-Ïto al premio Pritzker Rafael Moneo che mercoledì 25 terrà una lectio magistralis sul tema dell'estetica e funzionalità dello spazio pubblico.

«Cersaie si conferma la manifestazione più importante a livello mondiale per il settore della ceramica e dell'arredobagno – dichiara il presidente di BolognaFiere, Duccio Campagnoli – in termini sia di aziende espositrici presenti a Bologna sia di presenza di buyer internazionali. Nonostante la crisi questo salone rimarca il valore dei settori specializzati del made in Italy, che ha urgente bisogno di una rinnovata politica industriale, per sostenere l'internazionalizzazione e rilanciare le costruzioni. La ceramica è uno dei settori più innovativi per il "better building" in chiave di sostenibilità, sicurezza ed efficienza energetica. Un ambito in cui BolognaFiere si impegna a essere, con Cersaie e il nuovo Saie (il salone dell'innovazione edilizia in programma dal 16 al 19 ottobre) il polo fieristico di riferimento».

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