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Questo articolo è stato pubblicato il 10 aprile 2014 alle ore 17:07.

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Una schermata dell'app resa pubblica dal laboratorio dell'Università di UdineUna schermata dell'app resa pubblica dal laboratorio dell'Università di Udine

L'università di Udine ha vinto un bando pubblico per progetti di ricerca negli Stati Uniti, emesso dalla Federal Aviation Administration (FAA) del Dipartimento dei trasporti americano. Il piano triennale Electronic emergency evacuation aid for aircraft passengers rivoluzionerà le istruzioni di sicurezza fornite ai passeggeri dei voli di linea utilizzando i nuovi media digitali, dalle app per smartphone e tablet alle simulazioni virtuali, dai siti web ai social network e altro ancora. I contenuti sono stati ideati e proposti da Luca Chittaro, direttore del Laboratorio di interazione uomo-macchina del dipartimento di Matematica e Informatica. L'idea è di rendere interattive le istruzioni di sicurezza del XXI secolo, che potranno anche prendere la forma anche di simulazioni o giochi. In questo modo si favorirà una maggior attenzione da parte dei passeggeri e, allo stesso tempo, si potrò illustrare in modo più chiaro, dettagliato e personalizzato cosa bisogna fare per sopravvivere in caso di incidente aereo.

Le analisi dell'ente americano, infatti, smentiscono la credenza che in un disastro i passeggeri possano fare ben poco: al contrario, se hanno ben compreso e seguono le direttive, possono salvarsi nella maggioranza degli incidenti aerei attuali. Un esempio concreto è nella prima app resa pubblica dal laboratorio friulano, scaricabile gratuitamente (http://hcilab.uniud.it/brace) e disponibile per tutti i principali dispositivi mobili e personal computer. Lo scopo è familiarizzare l'utente con un'azione fondamentale per ogni passeggero, cioè quella di assumere un'appropriata posizione ("brace") di preparazione all'impatto in caso di atterraggio d'emergenza. Realizzata in grafica 3D interattiva, l'app permette di posizionare il proprio corpo virtuale all'interno dell'abitacolo dell'aereo e ottenere una simulazione personalizzata di cosa accadrebbe durante l'atterraggio in quella determinata posizione; in base all'esito della simulazione, vengono dati consigli personalizzati sugli errori compiuti da evitare nella realtà per aumentare la sicurezza.

«La competizione fra università per ottenere finanziamenti alla ricerca sulla scena internazionale è serrata e difficile – spiega Chittaro – e vincere un bando pubblico per progetti di ricerca negli Usa, come è avvenuto per la prima volta per l'università di Udine, è evento rarissimo per atenei non americani». Oltre a Chittaro, al progetto lavora un team composto da Stefano Burigat, Fabio Buttussi, Roberto Ranon e Nicola Zangrando. Il gruppo sta ora lavorando sui prototipi previsti dal progetto che andranno a esplorare tutte le diverse azioni da cui dipende la sopravvivenza di chi è a bordo. Verrà anche realizzato un sistema di simulazione completo di incidente aereo visto dalla prospettiva del passeggero.

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