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Mercato dei libri sempre più «2.0»

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Mercato dei libri sempre più «2.0»

in trasformazione

Dal 2010 sono andati persi

2,6 milioni di lettori,

ma nel 2014 la spesa

è rimasta stabile a 1,5 miliardi

grazie ai contenuti digitali

MILANO

Un mercato in piena trasformazione, che sposta l’asticella sempre di più verso il digitale. I numeri diffusi ieri dall’Associazione italiana editori (Aie) - parte di un’indagine che sarà presentata oggi nella giornata inaugurale del Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, in programma a Venezia - testimoniano come la rivoluzione digitale stia conquistando anche l’editoria libraria.

Gli e-book, protagonisti di questo nuovo modo di leggere e di fare editoria libraria - hanno ormai un trend di crescita che non li relega più ai margini: +39,4% sul 2013 quanto a ricavi da vendita e +88,4% rispetto al 2012 per titoli sul mercato, arrivati a quota 53.739 e costati in media 6,96 euro (-22,8% sul 2012). Quasi 7 milioni di italiani (il 13,1% della popolazione) li hanno letti nel 2014 e una crescita per il prossimo anno dovrebbe essere incentivata anche dalla Legge di Stabilità che ha tagliato al 4% l’Iva sugli e-book. È chiaro che il peso è ancora determinante per le sorti del mercato del libro (sul quale pesa per il 4,4%, con un fatturato di 51,7 milioni), ma come spiega Giovanni Peresson , responsabile Ufficio Studi Aie, «siamo entrati in una nuova fase: di lettura, di acquisto, ma anche di produzione».

Attenzione però a dipingere un Eldorado «2.0». Innanzitutto perché gli ultimi dati Istat ci hanno ricordato che gli italiani che leggono almeno un libro all’anno sono scesi dal 43% del 2013 al 41,4% del 2014. Fotografando il lungo periodo, tra 2010 e 2014 sono andati persi 2,6 milioni di lettori. È invece il mix dei componenti a regalare un sorriso (lieve) al mercato. Sommando infatti libri, e-book, e-reader e collaterali, il risultato finale è una spesa di quasi 1,5 miliardi di euro che rispetto al 2013 è variata del +0,1 per cento.

Per i soli libri di carta invece (1,2 miliardi di euro) il segno meno è indiscutibile: -3,8% il giro d’affari e -6,5% le copie vendute nei canali trade secondo Nielsen. Il libro “tradizionale” si compra prima di tutto nelle librerie di catena (pesano per il 40,6%), un po’ meno nelle librerie indipendenti (al 30,7%), sempre di più nelle librerie online, che oggi pesano il 13,8% (+8% rispetto al 2013). In calo è invece la Gdo. Oltre agli e-book, e collaterali (54,3 milioni) a completare ci sono gli e-reader, pagati dagli italiani 111 milioni (stime Assinform).

«L’amore per la tecnologia da parte degli italiani - spiega Marco Polillo, presidente Aie - sta facendo fare passi in avanti. A ogni modo, quello che si è perso negli anni sul mercato non si recupererà. E a parte la crisi, o anche come conseguenza della crisi, la diminuzione dei punti vendita è sotto gli occhi di tutti. Insomma, se fossi nei panne del Governo o del mondo politico, una riflessione a largo raggio sul mondo dell’editoria libraria e sullo stato di salute della lettura nel Paese la farei».

.@An_Bion

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