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Il software italiano che piace agli inglesi

Made in

Il software italiano che piace agli inglesi

SISTEMA INNOVATIVO

Brevetto internazionale

dell’Ingegneria Biomedica

Santa Lucia che garantisce

la somministrazione

personalizzata ai pazienti

GRAGNANINO (PIACENZA)

In Gran Bretagna è stato ribattezzato “progetto Optimed”. È l’innovativo sistema di gestione dei farmaci, contro gli sprechi sanitari e il rischio clinico, brevettato da Ingegneria Biomedica Santa Lucia, l’azienda del gruppo Giglio che dal Piacentino si sta espandendo all’estero, grazie all’investimento sull’adeguamento del software “Sofia”, che garantisce somministrazioni medicinali personalizzate ai pazienti, azzerando il pericolo di errori e abbattendo lo spreco di farmaci. Prima tappa la clinica universitaria di Leicester, l’ospedale pubblico (1.800 posti letto) che dopo una valutazione durata due anni ha dato il via libera all’installazione del sistema: permette di disporre le terapie, in automatico, direttamente in reparto. Una commessa che a regime vale per l’impresa emiliana circa 2 milioni di sterline all’anno. E soprattutto un progetto pilota che le spalanca le porte dei sistemi sanitari di altri Paesi. «È già partita la promozione anche in Spagna, Belgio, Francia, Brasile e Turchia», spiega Pierangelo Liguori, ai vertici della controllata dal gruppo Giglio, quartiere generale a Gragnanino, un fatturato in crescita costante che ha raggiunto i 134 milioni di euro e che in base al piano di sviluppo dovrebbe raggiungere nel 2016 i 180 milioni. «I nostri brevetti – prosegue Liguori – sono riconosciuti a livello internazionale, anche negli Stati Uniti. Questo ci consente di realizzare un programma di crescita all’estero». Il debutto inglese – ieri a Leicester è avvenuta l’inaugurazione del nuovo sistema di somministrazione, con la partecipazione dell’ambasciatore italiano Pasquale Terracciano – è stato preceduto dalla costituzione da una sussidiaria, la Ibsl, con sede a Londra. Il processo automatizzato che consente di ricavare dai blister medicinali le dosi unitarie di farmaco, si realizza attraverso il software Sofia e l’armadio robotizzato denominato “Mario”. E consente alle strutture ospedaliere di ridurre sensibilmente la spesa farmaceutica. In Italia è già stato installato in vari ospedali, dal San Martino di Genova al San Camillo Forlanini di Roma (complessivamente l’azienda è presente in 280 strutture sanitarie). I servizi di gestione dei farmaci in dose unitaria e di tracciabilità dei dispositivi medici, che si affiancano alle attività storiche dell’ingegneria clinica e della gestione energetica, vengono coordinati dalla sede centrale della Santa Lucia, attraverso la creazione di presidi tecnologici che operano direttamente negli ospedali serviti, con personale del posto e dipendenti dell’azienda.

Un’attività, anche di servizio, che ha lanciato l’impresa piacentina verso una crescita esponenziale seguita da un boom di assunzioni che ha portato il gruppo, in decisa controtendenza, ad aumentare i dipendenti, tra biologi, farmacisti, ingegneri biomedici, informatici. Erano poco più di 130 nel 2006, oggi sono 491. Adesso l’investimento sull’espansione all’estero prosegue con l’internazionalizzazione del software, per adeguarlo ai sistemi sanitari dei vari Paesi.

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