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L’agroalimentare della Calabria riparte dalle reti d’impresa

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CLUSTER

L’agroalimentare della Calabria riparte dalle reti d’impresa

Sei cluster di imprese per acquisire nuovi mercati, competere su qualità e innovazione e fronteggiare la crisi. In Calabria il futuro del comparto agroalimentare riparte da progetti integrati: in un settore in affanno, le reti d'impresa diventano uno strumento privilegiato per rafforzare il proprio business. Così 20 aziende tra quelle selezionate dalla Cna regionale stabiliranno modalità di collaborazione per poi sottoscrivere contratti di rete finanziati dalla Regione: 65 milioni di euro a disposizione per il rilancio dell'economia territoriale.
Le aziende reggine puntano sulla produzione tradizionale del torrone, il cluster di Crotone è rivolto al vino, quello di Catanzaro alla pasticceria secca. Le imprese di Vibo Valentia fanno rete con i prodotti da forno e in particolare con il pane farcito, mentre Cosenza dedica due progetti al fico dottato, dalla coltivazione al packaging, un prodotto Dop che già riunisce in consorzio alcune imprese del territorio per la produzione e la trasformazione del frutto.
Il progetto dei cluster, promosso dalla Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, ha suscitato grande interesse: solo a Cosenza ha aderito alla selezione il 70% delle imprese. Una risposta forte se si tiene conto che nelle province di Reggio Calabria e Cosenza sono localizzati oltre i due terzi delle aziende agroindustriali. “Nella nostra regione è scattato il meccanismo della fiducia - spiega Vincenzo Pepparelli, segretario di Cna Calabria - le reti d'impresa promettono di incrementare la competitività ma si fondano su modalità e azioni di integrazione, sulla collaborazione, sullo scambio di informazioni, sull'esercizio comune di alcune attività”. Una nuova mentalità per maggiori ricadute economiche, anche sull'occupazione. E nuove prospettive: “Le nostre aziende, sia le più strutturate sia quelle a conduzione familiare, comprendono oggi la necessità di acquisire nuovi spazi, di raggiungere i mercati esteri anche attraverso l'e commerce - aggiunge Pepparelli - e di cogliere le opportunità dell'Expo: non tutte saranno presenti, ma l'esposizione universale sarà per molte nostre imprese una finestra da cui guardare il mondo”. L'obiettivo è di rimettere in moto il settore bloccato dalla crisi, recuperando l'andamento positivo di qualche anno fa: fino al 2012 l'agroindustria ha trainato in Calabria l'export regionale, crescendo in dieci anni del 70%.

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