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Il venture capital e i business angel lanciano Drexcode

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Il venture capital e i business angel lanciano Drexcode

Anche l'approccio con il guardaroba può seguire le evoluzioni dettate dalla sharing economy. Per esempio, si può scegliere di non possedere un abito, ma di noleggiarlo, magari solo per qualche giorno. Valeria Cambrea e Federica Storace hanno in curriculum una decennale esperienza nel marketing di multinazionali come Danone.

Insieme hanno intercettato questa tendenza, anche sulla scia del successo di giganti come lo statunitense Renttherunway.com (100 milioni di dollari di ricavi nel 2014, secondo Forbes) e il britannico Girlmeetsdress.com (che nel 2013 ha ricevuto 200 milioni di sterline di fondi da Global Founders Capital).
Così, lo scorso giugno, Cambrea e Storace hanno lanciato in Italia Drexcode.com, una web luxury boutique dove si può noleggiare l'abito o l'accessorio dei propri sogni, tutti di brand di fascia alta. Una formula che funziona anche in Italia, anche se posizionata con più decisione sul segmento high-end rispetto ai suoi competitor, visto che di recente Drexcode ha attratto un milione di euro di finanziamenti dai fondi di investimento Innogest, Lventure Group e Ligurcapital e da alcuni soci di Italian Angels for Growth, la più grande associazione italiana di Business Angel.
Presidente del board di Drexcode è stato nominato Enrico Mambelli, senior advisor di private equity nelle acquisizioni del lusso ed ex Ceo di Gianfranco Ferré a Milano e di Cerruti 1881 a Parigi.

«Con questi fondi vogliamo consolidarci sul mercato italiano e rafforzare il nostro brand: ci piacerebbe affacciarci anche all'estero e ampliare il nostro portafoglio di marchi - spiega Valeria Cambrea -. Siamo online da nemmeno un anno e siamo in forte crescita, la nostra forza è collaborare direttamente con i brand, senza intermediari».
Per ora Drexcode offre undici brand, da Alberta Ferretti a Giambattista Valli, da Zac Posen a Moschino, e solo delle ultime collezioni, che si possono sfoggiare per una serata speciale o un evento pagandole solo il 10-15% del prezzo di cartellino. Per ricevere l'abito basta registrarsi e scegliere la taglia, con l'ausilio di una guida online. Si può anche noleggiare “senza impegno”: in questo caso si pagheranno soltanto 20 euro per la prova, che saranno dedotti se si finalizza. Se non si è certe della propria taglia, se ne può richiedere una seconda da provare gratuitamente, e se serve usufruire di un servizio di sartoria. Al termine del noleggio, che dura quattro giorni, anche il ritiro dell'abito è compreso nel prezzo.

«La nostra cliente tipo è una donna che ha molta passione e competenza per la moda e ha una vita sociale molto attiva, per cui deve stare attenta a non indossare mai due volte lo stesso abito – spiega Cambrea -. In realtà si tratta di un business win-win anche per il brand, perché portiamo un suo abito nelle location giuste. Le griffe hanno capito l'importanza del marketing esperienziale. E noi stiamo investendo proprio in questo».

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