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Questo articolo è stato pubblicato il 04 giugno 2015 alle ore 06:36.

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«Se me lo avesse chiesto anche solo lo scorso dicembre, probabilmente non sarei stato così ottimista». Ma oggi Emanuele Barigazzi, coordinatore del comitato tecnico Epal di Conlegno (Consorzio servizi legno e sugheri), ammette che finalmente arrivano segnali di ripresa anche sul mercato italiano e che «gli auspici più che le previsioni» sono positivi anche per l’intero anno.

I dati Conlegno del primo trimestre, relativi al mercato dei pallet in legno (le pedane destinate agli imballaggi per il trasporto delle merci), registrano infatti un incremento della produzione di imballaggi a marchio Epal (destinati soprattutto al mercato italiano e alla grande distribuzione), che finalmente inverte la rotta dopo anni di costanti cali, proseguiti anche nel 2014. La crescita più decisa riguarda il segmento della riparazione, che nei primi tre mesi dell’anno ha registrato un balzo addirittura del 21,6% rispetto al trimestre precedente, che già si era chiuso con un parziale recupero. Più contenuto, ma comunque positivo, il dato sui pallet nuovi, la cui produzione è aumentata dell’1,5%.

Trattandosi di prodotti con una elevata stagionalità, il confronto più interessante è tuttavia quello su base annuale, che porta al 12,1% la crescita della produzione di pallet Epal, con un +18,4% per i prodotti riparati e un +6,6% per quelli nuovi. «La diversità dei due segmenti si spiega con una gestione più oculata, da parte delle aziende, degli imballaggi – spiega Barigazzi –: rispetto al passato gli imprenditori seguono oggi con maggiore attenzione il destino gli imballaggi, li riutilizzano e li fanno riparare».

Nuovi o riparati che siano, il recupero del mercato dei pallet è particolarmente significativo perché da sempre questo settore rappresenta un “termometro” per lo stato di salute dell’economia nel suo complesso: una maggiore richiesta di imballaggi da parte delle aziende è infatti lo specchio di maggiori consumi e scambi di prodotti. L’economia, dunque, sembra davvero aver ricominciato a girare anche sul mercato italiano, oltre che su quello estero, dove già da tempo era in atto un recupero, testimoniato dal buon andamento della produzione di pallet a marchio Fitok, destinati alle esportazioni delle merci, in particolare verso i mercati extra-europei.

«Per i Fitok i dati sono positivi già da qualche anno – conferma Barigazzi – ma anche in questo caso osserviamo un’accelerazione negli ultimi tempi». Il primo trimestre dell’anno segna un 8,5% nella produzione rispetto allo stesso periodo del 2014, mentre l’incremento sul trimestre precedente è del 4,6%.

Segnali positivi arrivano anche anche dall’andamento di Peripal, il sistema di monitoraggio sul riutilizzo degli imballaggi, e dunque di fatto sulla loro “sostenibilità”, introdotto nel 2013. «Abbiamo verificato che ogni pallet nuovo generato – spiega Barigazzi – viene riparato e commercializzato in media due volte nello stesso anno». I pezzi nuovi nel 2014 sono stati oltre 5,5 milioni, mentre quelli usati hanno superato i 13 milioni, con un tasso di riutilizzo in aumento del 138,3%.

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