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Questo articolo è stato pubblicato il 19 giugno 2015 alle ore 06:38.

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La britannica easyJet ha annunciato ieri un cambio di strategia in Italia. Dall’aprile 2016 la compagnia a basse tariffe dimezzerà i voli su Roma dove verrà chiusa la base, mentre aprirà una base a Venezia e potenzierà l’attività a Malpensa e Napoli.

«Ci rafforziamo in Italia. Aumenteremo la presenza a Milano Malpensa, Venezia e Napoli, dove riteniamo ci siano maggiori opportunità di crescita sostenibile», è il commento dell’amministratore delegato, Carolyn McCall. In realtà il numero degli aerei nelle basi italiane resterà invariato a 29 e il taglio dei voli a Roma non ha l’aria di un potenziamento. McCall ieri si è immersa nel caos di Fiumicino - l’aeroporto sconvolto dalla riduzione di capacità al 60% conseguente all’incendio del 7 maggio - per presentare le decisioni ai 300 dipendenti di Roma, di cui 100 piloti.

La base di Fiumicino verrà smantellata. Da aprile 2016 non ci saranno più aerei che “dormono” a Roma, oggi sono 8 Airbus 319 o 320. Agli equipaggi della capitale verrà offerto un reimpiego a Venezia, dove andranno 4 aerei e si creeranno 150 posti, o Malpensa, dove verranno aggiunti 3 aerei agli attuali 18 e ci saranno circa 100 posti in più, o Napoli che avrà un aereo (oggi 3) e 35 posti di lavoro in più.

Roma continuerà ad essere collegata da easyJet «con le altre basi europee», ma i voli diminuiranno. Il direttore per l’Italia, Frances Ouseley, spiega che «la capacità su Fiumicino sarà dimezzata dall’aprile 2016, l’anno prossimo su Roma avremo due milioni di passeggeri», rispetto ai tre milioni attuali. Secondo easyJet la base di Fiumicino «genera ritorni inferiori alle altre basi». La compagnia dice che «il peggioramento dei risultati di Roma Fiumicino deriva da elevati costi aeroportuali, più che raddoppiati dal 2012 e soggetti a ulteriori aumenti superiori ai tassi d’inflazione negli anni a venire. Inoltre l’aeroporto di Fiumicino fornisce un’esperienza di viaggio povera, con conseguenze negative sui livelli di puntualità e soddisfazione dei clienti, all’interno di un trend in deterioramento a causa dei livelli eccessivi di crescita di capacità».

Ouseley puntualizza che «in Italia saranno più di mille le persone impiegate e l’anno prossimo prevediamo di trasportare oltre 15 milioni di passeggeri».

Nella decisione di easyJet c’è una critica ad Aeroporti di Roma, la società di gestione di Fiumicino. «I prezzi sono uguali per tutti ma le infrastrutture no», dice Ouseley, precisando che la decisione «non è frutto di scelte improvvise» riferendosi ai disservizi conseguenti alla restrizione della capacità di Fiumicino dopo l’incendio del 7 maggio. Questa situazione ha irritato easyJet, che dal 25 maggio ha trasferito parte dei voli a Ciampino, per non cancellarli. «L’Enac - dice Ouseley - non ha accettato la nostra proposta di alzare la capacità di Ciampino per tutta la stagione estiva e non a singhiozzo, come avviene adesso. Siamo autorizzati a volare da Ciampino solo nei giorni in cui AdR dichiara una riduzione della capacità di Fiumicino. Questo programma viene fatto con cadenza di soli 10 giorni».

Fonti AdR hanno espresso «stupore» per la decisione annunciata da easyJet «all’improvviso. Secondo fonti AdR «la decisione di easyJet, in controtendenza con gli investimenti negli ultimi anni, potrebbe mascherare un problema di difficoltà nella competizione con Ryanair e Vueling».

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