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L’«internet delle cose» è già realtà: Brescia lancia l’apri-cancello per smartphone

Le start up tecnologiche bresciane battono un colpo e dimostrano che l’«internet delle cose» è un’alternativa possibile al manifatturiero tradizionale. Il pioniere di questa rivoluzione culturale del manifatturiero made in Brescia nasce dall’innovation campus Superpartes, si chiama Solo ed è un apri-cancello per smartphone che ambisce a ridisegnare il paradigma dell’apertura a distanza, grazie ad un incontestabile vantaggio competitivo: la possibilità di gestire cancelli, porte e serrande con lo smartphone (sgombrando il campo da cavi, telecomandi e installazioni varie), con utenze multiple.

«Questa è la prima conferma del buon funzionamento del modello Supepartes - spiega il presidente Gianfausto Ferrari -. Non siamo di fronte a una suggestione digitale, ma a un prodotto vero, che è già sul mercato. Allo stesso modo, sono reali le risorse che abbiamo impegnato nel progetto: non ci siamo limitati a sostenere il business plan, ma siamo entrati nel capitale sociale e accompagneremo il piano anche negli sviluppi futuri». Per dare corpo al progetto, Superpartes (tra i soci anche realtà di peso del manifatturiero bresciano, come Omr e gruppo Streparava) pochi mesi fa ha creato un’apposita società, 1Control srl, raccogliendo risorse per 320mila di euro in un primo round di finanziamento. L’azienda è stata dotata di un capitale sociale di 25mila euro, ma l’obiettivo è portarlo a 500mila euro.

Solo, al prezzo di 99 euro, è già negli scaffali delle principali catene di elettronica come Unieuro e Mediaworld. A breve sarà siglata anche un’intesa per la distribuzione su Amazon. È compatibile con più di 400 modelli di apricancello oggi in circolazione, ha un raggio d’azione di 15-20 metri, e resiste al freddo (fino a -20 gradi) e al caldo (fino ad un massimo di 50 gradi). «È un prodotto che fino ad oggi era assente dal mercato - aggiunge il presidente di 1Control, Marco Streparava -: stiamo dimostrando con i fatti che la realtà è cambiata, l’internet of things non è il futuro, ma è già qua tra noi».

Il primo lotto di produzione (il prodotto è realizzato rigorosamente in Italia, e anche gran parte della componentistica è assicurata da subfornitori sul mercato interno) è stato di 3mila pezzi, ma l’obiettivo è arrivare a 80mila entro l’anno prossimo. Un traguardo che gli amministratori considerano realistico: la facilità di utilizzo (non richiede installazione) e l’estrema praticità sono stati i fattori che hanno destato grande interesse tra gli addetti ai lavori in sede di presentazione. «È un prodotto semplice e di uso domestico - spiegano Matteo Galvagni e Francesco Sarasini, rispettivamente ceo di 1Control e inventore di Solo – e ha grosse potenzialità. Per la fine dell’anno prossimo svilupperemo una nuova versione, che aumenta a 15 metri il raggio d’azione e, soprattutto, prevede la possibilità di un controllo degli accessi».

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