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Rating di legalità, richieste triplicate

Regole e incentivi

Rating di legalità, richieste triplicate

milano

Cresce a ritmi esponenziali il numero di aziende che fanno richiesta all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) per ottenere il «rating di legalità», una sorta di “bollino di qualità” introdotto dal Parlamento alla fine del 2012 per certificare l’affidabilità operativa di un’impresa sulla base di precisi parametri giuridici.

Nel 2015 sono triplicate le richieste giunte agli uffici dell’Antitrust, passate dalle 441 dello scorso anno alle 1.541 di quest’anno, con un incremento del 243%, mentre sono saliti da 251 a 1.382 (+450%) i casi chiusi dall’Autorità e da 183 a 1.083 i rating attribuiti. Salgono anche i dinieghi dell’Authority, dai 6 del 2014 ai 66 del 2015.

Questo strumento, che premia gli imprenditori virtuosi, non ha un valore soltanto formale o di immagine ma ha soprattutto ripercussioni importanti e concrete nelle attività delle aziende, visto che il rating di legalità è uno dei criteri tenuti in considerazione in sede di concessione di finanziamenti, tramite bando, da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché di accesso al credito da parte delle banche. Gli stessi istituti di credito, qualora non tenessero conto del rating per la concessione dei prestiti, devono motivare alla Banca d’Italia, con una relazione dettagliata, le ragioni di tale decisione.

Il vero e proprio boom di richieste registrato quest’anno dall’Antitrust, che segue la crescita sostenuta rilevata già nel 2014 (+180% sul 2013) è un segnale importante di evoluzione da parte del sistema industriale italiano, che sempre più riconosce nella trasparenza e nel rispetto delle regole uno strumento di sviluppo e competitività. Come sottolinea la stessa Autorità nella nota diffusa ieri insieme a queste cifre, «all’insegna della trasparenza e del contrasto alla corruzione, i benefici connessi a questo strumento sul piano economico, finanziario e anche reputazionale inducono sempre più le aziende a rivolgersi all’Agcm per ottenere un “bollino di qualità”».

Introdotto dal Dl 1 del 2012 e d entrato in vigore nel 2013, il rating di legalità è un meccanismo premiale che assegna, alle imprese con un fatturato superiore ai due milioni di euro annui che ne facciano richiesta, un punteggio (da una a tre “stellette”) calcolato in base ad alcuni requisiti giuridici. I primi tre – necessari per ottenere una stella – sono l’assenza di precedenti penali o tributari a carico del titolare e dei dirigenti dell’azienda e l’assenza di condanne per illeciti nei due anni precedenti. Inoltre, l’azienda deve effettuare tutti i pagamenti e le transazioni superiori ai mille euro attraverso strumenti tracciabili. Le successive due stellette tengono conto di ulteriori sei parametri.

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