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Turismo «stellato» a pieni giri

Industria

Turismo «stellato» a pieni giri

  • –Vincenzo Chierchia

Turismo e alta gastronomia: binomio sempre più stretto. Le grandi catene alberghiere fanno a gara per assicurarsi gli chef di grido. I maestri della cucina puntano sempre più sul business turistico.

Secondo una indagine sull’effetto stelle Michelin della società Jfc il valore aggiunto degli chef stellati per il comparto turistico vale circa 600 milioni l’anno nel complesso. «Si può stimare - dice Massimo Feruzzi, ad della Jfc - che i 334 ristoranti stellati Michelin presenti in Italia, abbiano un fatturato relativo al solo settore ristorazione pari a 259milioni ». Inoltre - prosegue Feruzzi - se la media nazionale di fatturato dei ristoranti stellati italiani è pari a 775mila euro, la media di quanto genera in termini di valore indotto sul territorio ogni singolo ristorante è pari a 844mila euro. «Calcolando la totalità dei 334 ristoranti stellati Michelin in Italia - aggiunge - si stima un fatturato indotto complessivo di 282milioni. I clienti stranieri da soli contribuiscono per 208 milioni, contro i 74milioni degli italiani».

L’indagine Jfc sottolinea poi che il “value brand” per la località che ospita un famoso chef – quindi con presenze in programmi televisivi e/o classificato tre stelle Michelin – varia tra i 76 ed i 214milioni, mentre il value brand per uno chef emergente o con due stelle può variare i 7 ed i 32 milioni; fino a 12 milioni per una stella. Si attivano flussi turistici rilevanti. Per quanto riguarda l’Italia, la maggior parte di clientela è residente in Lombardia, Piemonte ed a seguire in Emilia Romagna; queste tre regioni generano il 28,5% del totale della clientela italiana dei ristoranti stellati nazionali, rileva la Jfc. Sono invece americani i principali “fan” stranieri della cucina stellata italiana (21%), seguono inglesi (14,2%), francesi (9,2%), giapponesi (8,2%) e cinesi (6,9%).

Come ricordano alla Michelin gli hotel con ristoranti stellati sono oggi 92, ed erano 70 nel 2013. «La cucina di altissima qualità è fattore unico di caratterizzazione dell’offerta di Relais & Chateaux» ricorda il presidente internazionale Philippe Gombert, sottolineando che nel network ci sono ben 326 stelle. Tra le 26 nuove stelle italiane 2016, ci sonodue ristoranti Relais&Chateaux: il Vespasia di Palazzo Seneca a Norcia e Meo Modo di Relais Borgo Santo Pietro di Chiusdino. Tra le catene straniere faro su Park Hyatt che sta puntando in questa direzione con chef di alto livello: Andrea Aprea (Milano); Christian Sinicropi (Cannes) ;

Jean-Francois Rouquette(Paris Vendome).

E veniamo agli investimenti. Il “re” degli chef italiani, Gualtiero Marchesi ha partecipato alla gara del Demanio: sono 7 i fari che vorrebbe gestire per creare una rete che faccia forza su ricettività e alta cucina. «Filo conduttore del progetto - dice - è la cucina italiana e la riscoperta del territorio. In ogni luogo il microclima detterà i sapori e gli ingredienti da rivalutare. Il pesce, ma non solo. I collegamenti con l'entroterra sono fondamentali. Immaginiamo un percorso da un faro all'altro alla scoperta della cucina italiana specifica di ogni territorio». L’interesse di Marchesi è indirizzato in particolare a quelli di Punta del Fenaio e Punta Capel Rosso sull’Isola del Giglio; Faro di Punta Cavazzi a Ustica, Faro di Capo Grosso a Levanzo, Faro di Punta Imperatore a Ischia, Faro di Muro Porco a Siracusa, Faro di Capo D'Orso a Maiori.

Marchesi poi è testimone della Regione Lombardia per un grande progetto di turismo gastronomico. «Compierò f- aggiunge -un viaggio, diviso in 7 itinerari, alla riscoperta dei sapori della nostra regione, dalla Valtellina alla Valcamonica, da Pavia, Lodi fino a Mantova, dal Garda al Lario».

«Ristoranti e alberghi sono molto legati, in Châteaux & Hôtels Collection - commenta il presidente Alain Ducasse - abbiamo anticipato questa tendenza e ora abbiamo un gran numero di membri, alberghi e ristoranti, e anche solamente ristoranti. Ci stiamo sviluppando anche in questa direzione in Italia, paese noto per la sua gastronomia e i suoi prodotti. Per i paesi come l'Italia e la Francia, che hanno la fortuna di aver una cucina conosciuta e apprezzata, la ristorazione è un bene evidente. Anzitutto è necessario farlo sapere e poi occorre garantire che la qualità dei servizi rispecchino le aspettative - e questo vale per tutti i segmenti della ristorazione. Da due anni , il ministro francese degli Affari esteri e sviluppo internazionale, Laurent Fabius, ha attuato un piano d'azione che mira a promuovere il turismo. La gastronomia svolge un ruolo importante in questo piano d'azione, perché è una leva efficace d'immagine e d'attrattiva. Questo è dimostrato anche da un'altra operazione Goût de France/Good France, in programma il 21 marzo prossimo, che già nel 2015 ha riunito più di mille chef in tutto il mondo per celebrare la cucina francese».

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