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A Catanzaro riparte la tradizione dei bachi da seta. Ma serve una filanda

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A Catanzaro riparte la tradizione dei bachi da seta. Ma serve una filanda

A San Floro, pochi chilometri dal Golfo di Squillace, una giovane cooperativa recupera l’antica tradizione serica di Catanzaro, sulla quale per secoli si è imperniata la vita economica della città. Un ritorno a un antico mestiere che coincide con lievi segnali di ripresa del settore tessile: la Regione intende valorizzare ogni singola fase di produzione, dalle materie prime ai filati (seta, lana, canapa, lino, ginestra).

Ma, per velocizzare i processi artigianali e industriali, ci vorrebbe almeno una filanda. In Europa sono quasi tutte scomparse: esistono però piccoli opifici in Veneto che stanno ripartendo. È una bella prospettiva per la filiera della seta italiana: sono stati piantati 2.600 gelsi nella Valbelluna. Il Centro ricerche agroalimentari di Padova, unico in Europa, seleziona i bachi e custodisce le uova: conserva 190 razze di baco da seta e 60 cultivar di gelso e studia nuove applicazioni in campo biomedico, cosmetico e farmaceutico. Il prezioso filato viene utilizzato come materiale ad alta biocompatibilità per l’uomo: la ricerca è impegnata nella progettazione di lenti a contatto, tendini artificiali, legamenti, protesi vascolari, a base di seta .
L’azienda agrotessile di San Floro, “Il nido di seta”, fondata da Miriam Pugliese e Domenico Vivino, segue l’intero processo della bachicoltura, dalla terra al filato. Da tempo lavora per ottenere l’installazione di una filanda nella regione. Le istituzioni studiano politiche di investimento. I due giovani bachicoltori, di ritorno due anni fa da esperienze di studio al Nord, hanno scelto di allevare bachi su 3.500 piante di gelso di varietà Kocusò, concesse in affitto dal Comune. Estraggono il filo, lo lavorano e lo tingono naturalmente: ricavano colori da uva di Cirò, cipolla di Tropea, radice di robbia, mallo di noce e melograno.
Durante un recente viaggio in Thailandia, hanno partecipato all’International silk festival di Khon Kaen, dove si sono confrontati con i produttori del mondo asiatico. Da quell’esperienza è nato un gemellaggio con la città thailandese e nel museo della seta di San Floro già si racconta la tradizione serica dei paesi asiatici. L’obiettivo è di portare il festival internazionale della seta in Calabria per ravvivare la tradizione tessile di Catanzaro, Borgia e San Floro, territori storicamente vocati alla produzione della seta. In provincia di Cosenza, a Mendicino, esistono due filande integre e funzionanti della ditta Gaudio, risalenti al 1800: ma sono pezzi da museo.

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