Impresa & Territori

Dossier Calzature, un accordo per il reshoring

    Dossier | N. 14 articoliSmart Working

    Calzature, un accordo per il reshoring

    Anche per le calzature Filctem, Femca e Uiltec hanno chiesto un aumento di 100 euro medi sui minimi tabellari per il terzo livello e un incremento salariale dagli attuali 200 a 300 euro per tutte le imprese che non esercitano contrattazione di secondo livello. Dopo le assemblee dei lavoratori la piattaforma verrà presentata ad Assocalzaturifici per avviare il negoziato che interessa 80mila lavoratori.
    Nelle relazioni industriali i sindacati puntano alla piena operatività dell’Osservatorio nazionale e a monitorare le politiche per lo sviluppo della produzione in Italia e le condizioni per facilitare iniziative di “reshoring”, ossia il ritorno in Italia di produzioni oltre confine, oltre alle iniziative per la qualificazione del prodotto (Made in e marchiatura etica sostenibile). Inoltre i sindacati sottolineano che il settore è articolato in molte piccole e medie imprese e questo contratto potrebbe essere l’occasione per strutturare percorsi di responsabilità sociale, sia a livello aziendale che territoriale.

    Viene richiesto sul fronte del “welfare” contrattuale un incremento l’istituzione del Fondo integrativo sanitario a favore dei lavoratori, di natura intersettoriale, mentre sul tema dei diritti individuali si legge, tra l’altro, la richiesta di Filctem, Femca, Uiltec di elevare a 10 giorni l’anno – cinque dei quali retribuiti – il congedo per malattia del figlio in età compresa tra i 3 e i 13 anni.
    Per estendere e sviluppare in termini qualitativi la contrattazione di secondo livello, i sindacati chiedono di attuare la contrattazione territoriale prevedendo modalità, vincoli, tempistiche e materie e di accrescere la quantità delle materie da assegnare a questo livello di contrattazione, a partire dalle staffette generazionali, all’occupazione giovanile, al consolidamento a tempo indeterminato dei contratti atipici, alla possibilità di attivare forme di smart working e di rafforzare l’elemento perequativo per le aziende che non fanno contrattazione di secondo livello. Non ultimo viene il capitolo degli inquadramenti su cui Filctem, Femca e Uiltec chiedono di valutare congiuntamente i risultati e completare il lavoro già avviato dalle parti con l’introduzione di nuovi criteri di valutazione per la valorizzazione delle professionalità.

    C.Cas.