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Sandretto riparte con presse nuove e stampanti 3D

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Sandretto riparte con presse nuove e stampanti 3D

Scadrà a settembre la cassa integrazione per i 128 dipendenti della Sandretto, azienda di Pont Canavese (Torino) che produce macchine per lo stampaggio ed il modellamento della plastica, oltre a stampanti 3D. Ma l'obiettivo – spiega Fausto Ventriglia, amministratore unico di Pothonike che è la società di controllo della Sandretto - è di andare oltre agli accordi raggiunti con i sindacati: «Se il mercato risponderà come crediamo, non solo potremmo evitare esuberi, ma ci saranno anche nuove assunzioni».

In realtà le assunzioni ci saranno comunque, almeno una decina, perché l'azienda ha bisogno di nuove figure professionali. E si aggiungeranno alle 12 assunzioni già effettuate per lo stesso motivo. Ventriglia è prudente, ma un certo ottimismo traspare. Innanzi tutto perché i test di mercato hanno dimostrato un grande interesse per la nuova Serie 10 delle presse che vanno dalle 30 alle 450 tonnellate. Macchinari che, per i modelli da 80 tonnellate, consumano il 30% rispetto ai livelli medi. Ed il risparmio energetico è comunque superiore al 50% anche per gli altri modelli.

Un successo tecnologico che è stato ottenuto grazie ad investimenti per circa 7 milioni di euro. Non poco considerando che la Sandretto in questi due anni è stata praticamente impegnata nella ricostruzione della fabbrica e nel rinnovo dei prodotti. Il fatturato, nel 2014, si è attestato sui 6 milioni di euro, soprattutto per l'attività di servizio e di assistenza, oltre alla vendita dei macchinari in magazzino. Il 2015 si è chiuso con ricavi sostanzialmente in linea ma già quest'anno, spiega Ventriglia, si dovrebbero superare gli 8 milioni per puntare sui 25-28 milioni a regime, «forse già nel 2017».

In attesa di uno sbarco effettivo sul mercato nei prossimi mesi, Sandretto sta già raccogliendo ordini. Non solo per le grandi presse (18 ordini in un mese e mezzo, per un valore di 2,5 milioni), ma anche per le innovative stampanti 3D il cui lancio commerciale è previsto nelle prossime settimane. «Dalla Russia – afferma Ventriglia – sono già arrivati ordini per 25 stampanti». Questo ha permesso di occupare 15 addetti (ed ora le macchine a disposizione in magazzino sono 300) a cui se ne aggiungeranno altri 6 a regime. Su un totale di occupati che, in questi mesi, è estremamente variabile ma si attesta su una media di 45-50 dipendenti al lavoro, con punte di 80. L'azienda sta inoltre mettendo a punto l'aspetto commerciale. Continuando a puntare sui mercati esteri, che assorbono i due terzi dell'attività, con Spagna, Colombia, Brasile e Far East come sbocchi principali. Ma rafforzando anche la rete commerciale in Italia, dalle Marche alla Basilicata, dalla Sardegna all'Abruzzo.

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