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Tesla, boom di prenotazioni per Model 3

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Tesla, boom di prenotazioni per Model 3

  • –Andrea Malan

Centotrentacinquemila prenotazioni al buio per un’auto che arriverà, al più presto, alla fine dell’anno prossimo. Elon Musk, numero uno della Tesla, ha messo a segno un altro dei sui geniali colpi di marketing. La presentazione, giovedì notte, del futuro Model 3 in California, è stata un successo al di là delle più rosee previsioni e ha confermato che il brand di auto elettriche creato da zero è ormai in grado di attrarre potenziali clienti in tutto il mondo, praticamente a scatola chiusa. Le 135mila prenotazioni sono più di quanto Tesla abbia finora venduto nella sua storia decennale (sia pure con veicoli più di nicchi): l’azienda è di fatto diventata come una Apple a quattroruote, e le azioni in Borsa hanno fatto ieri in apertura uno scatto dell’8% (rialzo poi ridimensionato in corso di seduta).

Ieri sono stati svelati tre prototipi del Model 3 e pochi numeri fondamentali: 345 chilometri di autonomia con una ricarica, prezzo base 35mila dollari (la Model S già in vendita costa il doppio) che diventeranno però 27.500 negli Usa (circa 25mila euro al cambio attuale) grazie agli incentivi concessi ai veicoli elettrici dall’Amministrazione Obama. Almeno sulla carta, dunque, un’auto del livello di una Bmw Serie 3 o Audi A4 (o di una futura Alfa Romeo Giulia) con dotazioni hich-tech e un prezzo da segmento C di massa, anche se con un’autonomia che non basterà a calmare le ansie nella guida a lungo raggio. Di qui a dire che il successo è garantito, la strada è ancora lunga. In primo luogo, Tesla ha una storia di mancato rispetto delle scadenze: non è detto quindi che l’auto arrivi davvero entro un anno e mezzo.

In secondo luogo, gli incentivi Usa verranno progressivamente eliminati quando le vendite di Tesla avranno raggiunto le 200mila unità; è anche per questo che ieri molti potenziali clienti si sono affrettati a piazzare il deposito da mille dollari per il Model 3 (peraltro restituibili fino all’ordine definitivo). Per questo alcuni analisti ritengono che il successo della prevendita non sia sostenibile nel medio-lungo termine.

La scommessa di Musk e della Tesla è stata importante per allargare il mercato dei veicoli a propulsione elettrica; il Model 3, quando arriverà sul mercato, si troverà di fronte una concorrenza agguerrita - a partire della Chevrolet Bolt che Gm sta per lanciare negli Usa. I risultati del Model 3 saranno decisivi per l’azienda, che vuol fare il salto dalla produzione di nicchia a quella di massa. Tesla non ha ancora chiuso un bilancio in attivo e ha investito miliardi di dollari nella gigafabbrica per produrre in proprio le batterie; deve assolutamente raggiungere gli ambiziosi obiettivi di vendita (500mila vetture l’anno nel 2020 rispetto alle 50mila del 2015) per poter ripagare i colossali investimenti. Per quanto riguarda ll'Italia, ci si chiede se la Tesla “a buon mercato” riuscirà a dare finalmente una scossa al mercato: nei primi tre mesi dell’anno il Model S ha triplicato le vendite da 17 a 49 unità, ma le consegne di auto elettriche sono scese del 30% da circa 600 a circa 400 - con la quota ferma a un misero 0,1%.

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