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Il mercato della sanità sbarca in Cina con Vitalyty

INTERNAZIONALIZZAZIONE

Il mercato della sanità sbarca in Cina con Vitalyty

La sanità, uno dei cinque pilastri della collaborazione tra Italia e Cina, è quella che forse richiede più coesione tra gli attori del sistema per poter conquistare il promettente mercato cinese. Vitalyty è un piano di collaborazione e di promozione del sistema Italia coordinato dall'ambasciata italiana guidata da Ettore Sequi, con il supporto di Ice e Camera di commercio, che sintetizza i passi fatti finora da aziende, istituzioni e strutture di ricerca tracciando le possibili future opportunità.

Sarà necessario che anche la politica sostenga questa Italia che si muove compatta: si profilano eventi importanti. Shanghai in aprile sarà teatro del China International Medical Equipment Fair (dal 17 al 20) e della quarta edizione di China Shanghai International Technology Fair con focus sull’innovazione tecnologica e sulla ricerca scientifica (dal 21 al 23), l'Italia è Paese ospite, ci sarà un importante padiglione curato dall’Ice.

Vitalyty tiene insieme un mondo variegato, dalle fondazioni attive nella formazione agli esperti in facilities sanitarie, da chi si occupa di HR e servizi, agli ospedali e alle università, alle aziende leader del calibro di Bracco, Dedalus, Esaote, Tecnogym, Exprivia, ai centri di eccellenza scientifica.

Un passo indietro. Nel 2000 Cina e Italia hanno siglato a Roma un MoU ad hoc, da allora migliaia di cinesi hanno acquisito nuovi expertise anche in Italia, poi l’action plan triennale siglato dai premier Matteo Renzi e Li Keqiang nel 2014 ha messo in chiaro il ruolo della sanità.

Perché negli ultimi quindici anni il welfare cinese ha fatto passi da gigante, il 93% della popolazione è coperto da un’assicurazione sanitaria, anche se con squilibri, ma la richiesta di avere migliori condizioni di cure è cresciuta. Il nuovo piano quinquennale promette la copertura totale, ma anche la ristrutturazione della rete ospedaliera e dei servizi per gli anziani, entro il 2030 oltre 30 milioni di cittadini saranno sui 65 anni di età. L’Italia -ha ricordato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nella sua visita a Pechino a gennaio - è ai primi posti al mondo per servizi nella sanità, alle spalle di Singapore e Hong Kong. La Cina deve migliorare il management sia nelle aree urbane sia rurali, investe il 5,5% del Pil nel settore ma il punto cruciale è la qualità dei servizi.

Da questo background il gruppo di lavoro ha creato Vitalyty. Marco Gasparroni è capo di Exprivia (sistemi informatici) in Cina: «Molto si è fatto in passato e si fa – dice - ma in modo non strutturato: formazione dirigenti ospedali cinesi in Italia e formazione sulla cura e i servizi agli anziani in Cina. Adesso è necessario un cambio di passo». Valtero Canepa, responsabile della joint venture pluridecennale del gruppo Bracco in Cina, incalza: «Il messaggio che l’Italia deve proporre è quello di costruire sulle singole ragioni della propria eccellenza specifiche direttrici di collaborazione. C’è tanto da fare, ambiente, stili di vita, cura, food safety, prevenzione, organizzazione ed efficienza, training dei manager e sistemi informatici avanzati. Infine, bisogna essere inclusivi, vale a dire collaborare nella progettazione, a qualsiasi livello».

Il metodo di lavoro “progettuale per filiera”, infine, nasce dal fatto che anche le aziende più grandi non sono comunque grandi abbastanza rispetto alle necessità del mercato cinese, anche se quelle presenti in Cina hanno una conoscenza approfondita del sistema healthcare locale. Coinvolgerle in maniera “orizzontale” è stata una via obbligata.

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