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Salvagente Ue per l’export italiano: a febbraio progresso del…

ISTAT

Salvagente Ue per l’export italiano: a febbraio progresso del 3,3%

L’Europa rilancia l’export italiano, in grado di chiudere il mese di febbraio in progresso del 3,3% (che sale al 4,2% al netto dell’energia) nonostante il calo di quasi tre punti dei mercati extra-Ue. La giornata lavorativa in più spiega solo in parte lo scatto continentale, corale e diffuso a più settori produttivi. L’Europa su base annua incrementa gli acquisti dell’8,3%, con progressi consistenti per Germania e Francia, a cui si aggiungono le ottime performance di Spagna (+9,7%) e Regno Unito (+7,5%).

Crescite in grado di oscurare i pesanti cali dei Bric’s, Russia e Brasile in primis, in grado di trascinare verso il basso del 2,9% le vendite extra-UE.

In termini settoriali il progresso è diffuso, con crescite robuste, vicine ai dieci punti percentuali, per macchinari, gomma-plastica, mobili, autoveicoli, tessile ed alimentari mentre in progresso a doppia cifra sono elettronica e farmaceutica.

La crescita di febbraio, visibile anche su base mensile con un progresso del 2,5%, riesce a compensare i cali del mese precedente, consentendo al made in Italy di chiudere il primo bimestre con un progresso di un decimale. Inversione di trend quanto mai benvenuta proprio nel momento in cui le indicazioni in arrivo dai mercati internazionali invitano al pessimismo, costringendo gli istituti di ricerca a rivedere al ribasso le stime di crescita per commercio globale e Pil.

Segnali rassicuranti arrivano anche dalla domanda interna, con importazioni in crescita del 2,4%, che tuttavia lievitano al 7% per la parte manifatturiera (l’import energetico crolla del 30,6%) grazie in particolare ad acquisti in crescita a doppia cifra per beni di consumo durevole e strumentali.

L’avanzo del bimestre lievita a 3,9 miliardi di euro, 300 milioni in più rispetto allo stesso mese del 2015.

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