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Dossier Il Salone dei record chiude con 372mila visitatori

Dossier | N. 35 articoliSalone del Mobile 2016

Il Salone dei record chiude con 372mila visitatori

Confermando le attese positive dei giorni scorsi, la 55esima edizione del Salone del Mobile di Milano ha chiuso con un afflusso record di visitatori, che hanno raggiunto quota 372mila, il 4% in più di due anni fa, ovvero l'ultima edizione con le due manifestazioni biennali dedicate a Cucina e Bagno. Record soprattutto di operatori professionali, ma anche di pubblico nel weekend, con 41.372 ingressi.

Anche per il Fuorisalone numeri da record, con 400mila persone arrivate in città per la Design Week, tra Salone e Fuorisalone, con aumenti registrati dagli operatori di tutto l’indotto turistico.

«Se sono arrivati molti operatori dall'estero? Guardi: qui al Salone del Mobile sembra di essere all'Onu». Gianluca Marvelli, amministratore delegato dell'azienda di arredobagno Koh-i-noor non ha dubbi: l'edizione della grande kermesse milanese che chiuderà i battenti questa sera ha visto un'affluenza altissima di visitatori professionali, innanzitutto, ma anche del pubblico.

«E' stata un'ottima edizione – conferma il presidente di FederlegnoArredo e del Salone, Roberto Snaidero – perché gli stand erano pieni e perché il clima tra gli espositori è di grande entusiasmo». Tantissimi (67% del totale) i professionisti del settore arrivati dall'estero. Ma quello che conta di più, fa notare il presidente del Salone, «è il ritorno dei rivenditori italiani, che conferma la ritrovata fiducia nella ripresa anche sul mercato interno». Che ha raggiunto gli 11,6 miliardi nel 2015 e, sebbene ancora in fase di assestamento, sembra aver ritrovato la crescita, con un +1% di vendite di arredamento, trainato in buona parte dal bonus mobili che, prorogato per tutto il 2016, si estende da quest'anno alle giovani coppie che acquistano arredi per la prima casa, anche in assenza di ristrutturazioni edilizie. L'incentivo fiscale, secondo le stime elaborate dal Sole 24 Ore a partire dalle dichiarazioni dei redditi 2015, nei primi 18 mesi di applicazione ha generato un valore di 1,96 miliardi che, alla fine del 2016, è destinato a superare quota 4 miliardi.

Snaidero si dice fiducioso che la ripresa sul mercato interno non sia solo un fuoco di paglia: «Se continueremo a fare un lavoro di squadra tra produttori, rivenditori e istituzioni, riusciremo a confermare i buoni risultati dell'ultimo anno». Forti anche dell'appoggio di un governo che, aggiunge il presidente, ha grande attenzione per un settore che, nel 2015 ha sfiorato i 25 miliardi di fatturato, come dimostrano le visite delle autorità al Salone di quest'anno: dal premier Matteo Renzi al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, fino alla visita ieri del sottosegretario allo Sviluppo economico, Ivan Scalfarotto, che ha confermato il sostegno alla promozione nel mondo delle fiere che rappresentano l'eccellenza del made in Italy, come appunto il Salone del Mobile.

Perché la battaglia sui mercati esteri rimane decisiva: oltre a valere (nel 2015) 12,5 miliardi di euro, le esportazioni sono il vero motore della ripresa per l'industria italiana dell'arredo, con una crescita del 6,1%, lo scorso anno, rispetto al 2014. E dunque fondamentali sono le missioni all'estero e le attività di incoming della federazione, per portare al Salone il maggior numero possibile di delegazioni di buyer esteri qualificati. «Ne abbiamo ricevuti moltissimi – conferma Stefano Core, amministratore delegato di Italian Creation Group che detiene i marchi Valcucine e Driade – soprattutto da Asia e Stati Uniti, ma anche da Medio Oriente e Israele e da mercati che si stanno aprendo, come l'Iran o la Colombia». E poi, aggiunge Core, oltre ai buyer e ai progettisti, sono aumentati i developer: «una presenza fondamentale, perché vengono qui a selezionare i fornitori per i loro progetti dei prossimi cinque anni».

Anche Alessandro Calligaris, presidente dell'omonimo gruppo di arredo, parla di un'affluenza notevole e dell'arrivo di nuovi visitatori professionali: «Rispetto al passato, sembra crescere l'apprezzamento per i prodotti di design made in Italy – commenta – anche da parte di Paesi prima meno interessati al nostro gusto, come la Cina, o troppo distanti per venire a Milano. Ma abbiamo visto anche molti americani, un ritorno degli europei e, con grande piacere, degli italiani».