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Beltrame aggancia la ripresa

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Beltrame aggancia la ripresa

  • –Matteo Meneghello

Il gruppo Beltrame centra gli obiettivi del piano di rilancio e ristrutturazione e chiude il 2015 con risultati al di sopra delle aspettative, soprattutto sul fronte della marginalità (più che raddoppiata) e della posizione finanziaria netta. Un risultato ottenuto grazie a un’attenta politica commerciale e a un piano di efficientamento su tutti i fronti. «Il nostro bilancio - spiega Riccardo Garrè, il manager chiamato due anni fa dalla famiglia Beltrame alla guida del gruppo - dimostra che la siderurgia, se efficiente, può ancora creare valore. Una volta consolidato il 2016, il gruppo avrà le carte in regola per avviare riflessioni con qualunque tipo di partner: in un futuro non è da escludere che Beltrame possa fare da pivot di consolidamento nel settore».

Il margine operativo lordo del gruppo è raddoppiato, passando da 30,6 a 63,8 milioni, a fronte di ricavi per 1,050 miliardi. La posizione finanziaria netta scende a 229 milioni, mentre il risultato operativo torna positivo: 12,2 milioni nel 2015, contro il rosso di 6,1 milioni della fine dell’anno precedente. Il risultato finale di gruppo (sul quale hanno impattato anche svalutazioni non ricorrenti di immobili e impianti per 20,4 milioni) è in pareggio.

Per l’azienda vicentina, leader europea nel settore dei laminati mercantili (la quota di mercato supera il 30%), i risultati ottenuti nascono dalla capacità del gruppo di «fronteggiare la volatilità del mercato e della forte riduzione dei prezzi di vendita» che ha caratterizzato il 2015 con «una strategia commerciale a tutela della marginalità, ottenuta grazie al miglioramento delle performance industriali e di servizio».

Le vendite di laminati mercantili del gruppo sono cresciute del 3,5%. Circa 26 milioni gli investimenti negli impianti. La redditività del business si è incrementata, sempre nel giudizio dei vertici di Beltrame, grazie alle «ottime performance» degli stabilimenti italiani (oltre alla sede di Vicenza, San Giovanni Valdarno in provincia di Arezzo e San Didero in provincia di Torino) e al miglioramento della redditività dello stabilimento francese di Trith Saint Legér. L’impianto industriale controllato in Svizzera ha mantenuto la sua posizione di principale produttore di acciaio per cemento armato nel mercato elvetico. Si è rafforzata, infine, anche la redditività dello stabilimento rumeno di Calarasi. Positive anche le prospettive per l’anno in corso, con un mercato che, a parte l’isteria sul prezzo delle materie prime, sta dando qualche segnale di ripresa (nello specifico tra i mercati di riferimento del gruppo, nel segmento delle costruzioni e delle carpenterie).

«Il gruppo è tornato a generare cassa e ha un potenziale di 20 milioni di utile - spiega Garrè -. Siamo in anticipo sugli obiettivi concordati nel piano industriale: abbiamo le carte in regola per pensare a un rifinanziamento».

Per quanto riguarda il futuro, il manager (che è anche presidente del gruppo Bormioli Rocco) spiega: «la mia missione è consolidare questo 2016, non mi pongo per il momento altri obiettivi».

In parallelo, Garrè conferma che è stato definitivamente abbandonato l’interesse per la Vertek Condove (ex Lucchini), dossier al quale il gruppo nei mesi scorsi era stato accostato. «Restiamo concentrati sul nostro core business - dice -: Vertek ha evidenziato debolezze e criticità, prendere una pausa di riflessione è stata una scelta corretta».

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