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Gasdotto Tap, il Mise: «Regolare l’avvio del cantiere»

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Gasdotto Tap, il Mise: «Regolare l’avvio del cantiere»

  • –di Domenico Palmiotti

Gasdotto Tap nel Salento: «La società può iniziare i lavori in qualsiasi area del progetto autorizzato e relativamente a qualsiasi porzione di opera e a qualunque tipo di lavoro purchè ottemperate le relative prescrizioni». Il ministero dello Sviluppo economico, con una lettera firmata dal direttore generale per la sicurezza dell’approvvigionamento e le infrastrutture energetiche, Gilberto Dialuce, scioglie il nodo che in questi giorni ha visto contrapporsi la società Tap e il Comune di Melendugno in provincia di Lecce dove il gasdotto arriverà, dopo aver attraversato Mar Adriatico, Albania e Grecia, per poi connettersi a Mesagne (Brindisi) alla rete Snam.

Il Comune di Melendugno sostiene infatti che recintare il cantiere - come Tap ha fatto da domenica sera - ed eseguire alcune attività preliminari non significa avviare l’opera, nè rispettare il cronoprogramma e quindi la scadenza di avvio lavori fissata dall’autorizzazione unica del Mise per il 16 maggio 2016. Di diverso avviso Tap, invece, che parla di termini rispettati. E adesso il Mise, riferendosi al fatto che «le attività indicate dalla società per l’inizio lavori sono relative al survey finalizzato a rilevare l’eventuale presenza di ordigni bellici inesplosi e ai saggi archeologici per accertare l’eventuale presenza di livelli archeologici riferibili all’insediamento rurale di Fanfula», che è appunto l’area del cantiere, fa presente che «le indagini archeologiche preventive e la bonifica degli ordigni bellici costituiscono le prime attività di avvio del cantiere e nel quadro generale dell’autorizzazione unica costituiscono l’avvio dei lavori generalmente intesi».

Ma per il Comune di Melendugno questo non può essere considerato inizio dei lavori e perciò si chiede al Mise di dichiarare decaduta l’autorizzazione unica e lo si diffida a non prorogarla. Per il Mise, invece, «il termine di inizio lavori non è condizionato alle verifiche di ottemperanza delle prescrizioni in ambito di Via, organizzate in fasi, ma attiene alle più ampie condizioni previste nel decreto di autorizzazione unica che comprende anche le precedenti». E quindi, ribadisce il Mise, «si ritiene congruente la comunicazione di inizio lavori della società Tap con quanto previsto nel Dm 20».

Il Mise invia i suoi chiarimenti ai ministeri dell’Ambiente, dei Beni culturali, dell’Interno e alla Regione Puglia. Proprio quest’ultima aveva sollecitato un intervento del ministero in ordine alle fasi di avanzamento dei lavori del gasdotto. E il ministero ora precisa che le previste fasi operative di costruzione dell’opera (0, 1 a e b, 2 e 3) riguardano un modulo organizzativo «finalizzato a razionalizzare e organizzare per gruppi la sequenza delle verifiche di ottemperanza delle prescrizioni impartite in ambito Via». E «tale sequenzialità non contrasta col il termine generale di inizio lavori previsto nel decreto ministeriale 20 maggio 2015 di autorizzazione dell’infrastruttura, il quale prevede che i lavori inizino entro il 16 maggio 2016, e terminino entro cinque anni dalla data di emanazione del decreto stesso».

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