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BolognaFiere sospende i 123 licenziamenti

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BolognaFiere sospende i 123 licenziamenti

Il centro esposizioni BolognaFiere (Imagoeconomica)
Il centro esposizioni BolognaFiere (Imagoeconomica)

Dopo cinque ore di discussioni, si è trovato un accordo ieri sera al tavolo tra azienda e sindacati sui 123 licenziamenti annunciati il 27 giugno scorso dalla Fiera di Bologna. Il presidente Franco Boni ha accettato una sospensione sine die (contro la pausa di un paio di settimane al massimo che aveva concesso la settimana prima di fronte al surriscaldarsi degli scontri con i lavoratori) a fronte dell'apertura di un dialogo verbalizzata nero su bianco, che riparte già venerdì prossimo e con una serie di incontri già calendarizzati da qui a fine luglio.

«Incontri in cui si esamineranno le linee guida del piano industriale e si cercherà un accordo per risolvere i problemi che ci sono salvaguardando l’occupazione», afferma Boni all’uscita dalla riunione fiume in via Michelino. E aggiunge: «La volontà di scongiurare i licenziamenti non è mai mancata, quello che finora non c’era stato era un confronto corretto come quello odierno». Ma la necessità di una ristrutturazione non è in discussione, ribadisce il numero uno dell’expo di fronte a costi del personale fuori mercato (il fatturato per addetto è la metà rispetto a Rimini o Parma, con cui Bologna sta accelerando gli step per arrivare all'integrazione in un sistema fieristico unico regionale). La priorità di tutti è mettere i conti in ordine per affrontare la ricapitalizzazione in vista del piano di revamping del quartiere fieristico bolognese (si parla di una sessantina di milioni di investimento) per non perdere anche Eima, il Salone internazionale delle meccanica agricola che FederUnacoma potrebbe spostare a Milano in assenza di un ampliamento degli spazi.

Luca Taddia della Filcams-Cgil, auspica che «si arrivi alla fine del mese con i lavoratori in salvo, ma se sarà necessario porteremo avanti la trattativa anche dopo luglio», non del tutto soddisfatto, perché nel verbale dell’incontro di ieri i licenziamenti degli addetti agli allestimenti part-time (i 123 esuberi) non sono stati ritirati ma semplicemente sospesi. Dopo il blitz dei lavoratori davanti all’aula del Consiglio comunale, che ha interrotto ieri la prima seduta post elezioni della nuova assemblea cittadina, e la mobilitazione in via Michelino durante l’incontro di ieri, oggi la lotta dei sindacati continua al Consiglio regionale. «I diritti dei lavoratori non possono essere subordinati alle esigenze di sviluppo della fiera», commenta il sindaco Virginio Merola, primo azionista di BolognaFiere: tra Comune e Città metropolitana ha il mano oltre il 24% del capitale.

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