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Per Ecclestone F1 a Monza «per i prossimi cento anni»

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Per Ecclestone F1 a Monza «per i prossimi cento anni»

(LaPresse)
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Per gli inglesi la parola data è sacra. Mica per caso una tra le più antiche democrazie d’Europa si fonda su una costituzione non scritta. E allora nessuno si scandalizzi se l’accordo tra Formula One Management e Automobile Club che assicura al circuito di Monza altri tre anni di Gran premio d’Italia, dopo quello che si correrà domenica, per ora è un gentlemen’s agreement: la tanto sospirata firma sotto il contratto da 68 milioni costato una lunga mediazione arriverà solo nelle prossime ore e – dettaglio non di poco conto – a Londra.
Per ora vale la stretta di mano a favor di telecamere del numero uno di Fom Bernie Ecclestone e del presidente di Aci Angelo Sticchi Damiani, ma non cambia la sostanza. «Mr. B» è stato semplicemente consigliato dal suo nutrito studio legale a protocollare il testo sul suolo del Regno Unito, per ragioni molteplici che vanno da un regime fiscale più favorevole agli scenari che si aprono dopo Brexit. Nulla tuttavia scalfisce l’ottimismo che si respira nel building dell’Aci intorno alle 15, mentre sul sottostante circuito brianzolo sfrecciano nelle prove libere le Mercedes di Hamilton e Rosberg, vanamente inseguite dalle Ferrari di Vettel e Raikkonen. «Sono felice – ha detto Ecclestone - dell’accordo con Monza, c’è voluto tantissimo tempo per fare qualcosa che tutti sapevamo sarebbe accaduto. Il nuovo accordo riguarda i prossimi tre anni, ma spero che il Gp si faccia qui per i prossimi cento anni». Gli fa eco Jean Todt, presidente della Fia: «Non dico cento anni, ma di sicuro almeno cinquanta». Il contratto che va verso la firma prevede insomma un’opzione di rinnovo a condizioni analoghe, per quanto il mondo della Formula 1 cambi rapidamente, come non manca di sottolineare nel suo intervento Sticchi Damiani: «Prima il Gran premio di Monza lo organizzava l’Automobile Club di Milano attraverso la Sias. Oggi questo sport costa di più e non è più alla portata del vecchio modello organizzativo. La vera sfida inizierà lunedì e vedrà protagonista la nuova compagine che gestirà questo autodromo: Aci e regione entreranno nel capitale di Sias per dare maggiore valore all’evento di maggior valore nell’automobilismo italiano». Perché il nuovo contratto triennale da 68 milioni di cui 5 all’anno stanziati dalla regione Lombardia e il resto a carico di Aci - autorizzata dall’ultima legge di Stabilità ad attingere anche alle risorse del Pubblico registro automobilistico – porta con sé anche un riassetto di Sias, tutto da negoziare: la maggioranza sarà di Aci con l’Automobile Club di Milano che conserverà una partecipazione mentre un ruolo tutt’altro che trascurabile lo eserciterà regione Lombardia. «In questo modo – sottolinea il governatore Robero Maroni – potremo intervenire a sostegno dell’evento con spese di esercizio». La nuova compagine societaria dovrà poi mettersi alla caccia di sponsor. Già un segnale il fatto che Heineken, multinazionale della birra che sponsorizza l’intero circus, abbia scelto Monza insieme con i Gp di Canada e Messico come evento “brand” (questo sarà infatti il primo Gran premio Heineken d’Italia). Perché, come non ha mancato di sottolineare Sticchi Damiani, «sarà molto dura provare a far quadrare i bilanci». Il 28 ottobre, intanto, il Tar del Lazio dovrà pronunciarsi sul ricorso di Formula Imola, società di gestione dell’autodromo dove si correva il vecchio Gp di San Marino, critica verso la formula irrituale che ha consentito il salvataggio di Monza. Ma la giustizia amministrativa italiana a quanto pare non impensierisce «Mr. B».

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