Impresa & Territori

L’e-commerce “porta” per il vino italiano in Cina

Il made in Italy in Cina

L’e-commerce “porta” per il vino italiano in Cina

(LaPresse)
(LaPresse)

L’export di vino italiano in Cina corre più di tutti nei primi sette mesi dell’anno, ma la base di partenza è modesta: +28,2% a circa 69 milioni. Irraggiungibili francesi (538 milioni, +26%) e australiani (294 milioni, +26%9) che capeggiano la classifica delle importazioni. Nel complesso la Cina ha importato vino per 1,2 miliardi, +22%, ed è il quarto Paese consumatore, ma nonostante gli ampi spazi di mercato i tentativi di penetrazione dei produttori italiani sono sostanzialmente falliti per varie ragioni. Compresa quella che le bollicine non sono trainanti e il Prosecco non funziona.

«La nostra media di crescita in Cina è superiore a quella dell’ultimo triennio - osserva Denis Pantini, direttore di Wine Monitor Nomisma - tuttavia l’export di vino italiano nel quarto mercato mondiale è modesta. Giusto pensare a sfondare nel ecommerce: in Cina è il secondo canale off trade, dopo la grande distribuzione».

IL MERCATO DEL VINO IN CINA
Principali fornitori di vino in Cina: quote di mercato in milioni di euro (e var%) (Fonte:Nomisma Wine Monitor)

In effetti sul pianeta Cina le vendite online, in particolare nel mobile, sono molto sviluppate, contrariamente a quanto avviene in Italia e in Europa. Oggi nel Celeste impero ci sono 688 milioni di utenti Internet attivi e 659 milioni di utenti iscritti a social media. Inoltre metà dei Millenials (25-34 anni) appartiene alla classe media-superiore e il 52% acquista vino online.

A Shanghai Ice, Mipaaf e Mise hanno curato un incontro stampa in vista della giornata della promozione del vino italiano del 9 settembre sulla piattaforma di Alibaba. Il titolo è: «e.commerce: the new gateway for italian wine in China». Parteciperanno, tra gli altri, il sottosegretario Ivan Scalfarotto, il ceo di Ice Michele Scannavini, il dg di Veronafiere Giovanni Mantovani e il ceo di Giv Cina Marco Pizzoli.

Dopo la firma tra il governo italiano e il colosso dell'ecommerce Alibaba per promuovere le eccellenze agroalimentari italiane e combattere i falsi, la Cina è entrata nei Paesi target del piano straordinario di internazionalizzazione con l'obiettivo di accompagnare le aziende italiane in un mercato dal potenziale di crescita enorme . Peraltro il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha detto che «sul versante della promozione avevamo preso l’impegno a Vinitaly per essere protagonisti nella giornata del vino il 9 settembre e lo abbiamo mantenuto: il mercato cinese offre opportunità che vanno colte subito».
E dal primo incontro tra Matteo Renzi e Jack Ma (regista di Alibaba) , le aziende vitivinicole italiane presenti sulla piattaforma Alibaba sono passate da 2 a 50 con oltre 500 etichette.

Per Mantovani «Vinitaly, da 50 anni strumento di internazionalizzazione del sistema vino, risponde presente anche in occasione di “9/9 wine-wine”, e lo fa con un progetto che ci vede protagonisti e che va nella direzione di una sempre maggiore digitalizzazione e spinta all'e-commerce delle nostre aziende, senza dimenticare conoscenza e cultura. E' la Vinitaly International Academy, che oltre a divulgare i territorio e le peculiarità dei vini, forma anche gli ambasciatori del vino italiano nel mondo, già dieci in Cina. Inoltre, Vinitaly, in partnership con i principali attori del settore vinicolo, è disponibile a realizzare la multi piattaforma Italian Wine Channel dedicata, da un lato, ad ampliare la commercializzazione online attraverso i canali più innovativi e, dall'altro, a diffondere una più puntuale conoscenza delle peculiarità dei vini e dei vitigni italiani» .

Poi Mantovani puntualizza che «Vinitaly è disposta a fare la sua parte , insieme agli altri attori istituzionali, e guidare le aziende italiane in Cina. Anche mettendo a disposizione il nostro marchio. Tuttavia la sfida digitale in Cina non è semplice e potrà avere successo solo se ci sarà una buona regia”.

Alla promozione Alibaba del 9/9 parteciperanno una cinquantina di aziende italiane, di cui 7 già presenti. E dopo la vetrina del 9/9? “Non ci fermeremo - annuncia Claudio Pasqualucci, trade commisioner dell’agenzia Ice di Shanghai - stabiliremo un contatto informativo costante con una sorta di club di 150mila consumatori di vino italiano, con buona capacita di spesa”.

© Riproduzione riservata