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Anna Marras a capo di Edilizia acrobatica

Storie d'impresa

Anna Marras a capo di Edilizia acrobatica

Anna Marras
Anna Marras

C'è una donna a capo della più grande azienda di edilizia operativa su fune d'Italia. Si chiama Anna Marras, è nata a Torino, non ha ancora 50 anni (li compi il prossimo novembre), è bionda, gira in tacchi a spillo e ovunque passa lascia una nuvola di profumo al patchouli e tiene in riga 210 tra dipendenti e collaboratori, per la maggior parte maschi. È la presidente di EdiliziAcrobatica, l'azienda che, partita da Genova nel 1994, oggi conta 24 sedi, di cui 12 dirette o co-partecipate e 12 franchising point in tutta Italia (da Biella a Cuneo, da Cagliari a Palermo passando per Rimini, Roma, la Versilia e Salerno).

«Il primo test acrobatico della mia vita - racconta - l'ho fatto calandomi io stessa dall'alto, attrezzata come uno dei nostri operai. È stato in quel momento che ho capito il grande valore che questa idea imprenditoriale, sviluppata da Riccardo Iovino, conteneva, ed è stato in quel momento che ho deciso di farla mia e aiutarla a crescere».

Esperta in formazione del personale, Anna Marras, ha assunto il compito di selezionare e formare gli addetti acrobatici, non tanto per quanto riguarda gli aspetti operativi del lavoro, quanto per quelli umani ed etici. «Ho sempre avuto la profonda convinzione - spiega bevendo un bicchiere di latte bianco appena tiepido - che la sviluppo e la crescita di un'azienda dipenda da due fattori: il talento delle persone che la compongono e la loro felicità».

In altre parole, la lezione di Anna Marras è che per poter passare da 5.159.158 di euro di fatturato nel 2014 a 9.208.255 nel 2015, la sola strada possibile sia quella di avere collaboratori soddisfatti e felici. «Per questo ogni mese li ‘inchiodo' per due giorni ai banchi di scuola - ride divertita -. Tradotto ogni mesi noi fermiamo per due giorni la produzione per far studiare i nostri dipendenti e collaboratori».

Ma cosa si studia nelle classi guidate da Anna Marras? «Si studiano i principi dell'etica, della leadership, si imparano le strategie per rimediare agli errori che può capitare di commettere, ci si impegna insomma in un percorso di automiglioramento personale che, a prima vista, può sembrare del tutto slegato al percorsi dell'azienda». Ma non è così. «No, infatti, e il nostro trend di crescita lo dimostra. Capisco che sia controintuitivo, molti colleghi imprenditori pensano che sia folle fermare la produzione due giorni al mese tutti i mesi per prenderci cura della crescita personale delle persone che lavorano per noi. Ma i numeri ci danno ragione». E gli stessi numeri sono un esempio, o dovrebbero esserlo, per tutti coloro che, ancora oggi, storcono il naso davanti all'ipotesi di mettere una donna a capo di una grande azienda.

Anna Marras, con i suoi capelli biondi, le sue scarpe col tacco e il sorriso che porta stampato in faccia ogni giorno è la testimonianza che non esiste nessun lavoro che una donna, se lo desidera, non possa fare… Perfino guidare una enorme squadra di operai edili acrobatici.

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