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Dossier Per Marazzi produzioni digitali, efficienti e sicure

    Dossier | N. 4 articoliRapporto Industria Ceramica

    Per Marazzi produzioni digitali, efficienti e sicure

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    Mauro Vandini, Confindustria Ceramica
    Mauro Vandini, Confindustria Ceramica

    Dopo un investimento complessivo di circa 100 milioni di euro, il rinnovo della sede di Fiorano Modenese - inaugurata un anno fa - e i lavori nella fabbrica di Finale Emilia colpita dal terremoto del 2012, gli upgrade in casa Marazzi non sono terminati, come testimoniato anche dal recente annuncio di ampliamento del sito di Sassuolo.

    «In questi ultimi 12 mesi non ci siamo fermati mai - spiega Leonardo Tavani, direttore centrale marketing di Marazzi -. Quest'anno abbiamo completato il raddoppio della capacità produttiva di Finale Emilia passando da 3,5 milioni a 6 milioni di metri quadrati di gres porcellanato smaltato all'anno», dice Tavani, spiegando che sono state installate nuove linee ad alta automazione per la produzione di pavimenti di alta qualità. Un investimento importante, che va di pari passo anche con un progetto più ampio di attenzione all'ambiente: «Tutti gli interventi sono stati realizzati a parità di emissioni e puntando alla massima efficienza dal punto di vista energetico», spiega.

    La storica azienda ceramica italiana dal 2013 è parte del gruppo americano Mohawk Industries, ma nonostante la proprietà estera gli investimenti e l'attenzione per il territorio locale non sono venuti meno. Anzi. Quest'anno anche la sede di Fiorano ha incrementato la sua capacità produttiva a 9 milioni di metri quadrati di gres porcellanato all'anno (nel 2015 erano 4 milioni), con il 35% di personale in più e linee di produzione ad alta automazione per pavimenti e rivestimenti con formati medi e grandi. «Qui produciamo anche il nuovo grande formato 75x150 e abbiamo investito parecchio sul fronte della decorazione digitale con sistemi all'avanguardia su tutte le linee», dice Tavani. Gli investimenti hanno riguardato anche l'ammodernamento di tutto l'impianto, sia per le tecnologie di produzione e la tipologia di prodotti sia per la gestione dei processi. «Oggi la fabbrica è al 100% digitale», precisa Tavani.

    L'attenzione dell'azienda al suo territorio d’origine, comunque, è sempre forte. Recente l’annuncio di altri 30 milioni di investimenti per il sito di Sassuolo, che interesseranno un’area di 50mila mq già esistente oltre a 8.700 mq di nuova realizzazione all’interno dello storico impianto da 400mila mq, con l'inserimento di nuove linee di produzione ad alta innovazione (si veda Il Sole 24 Ore del 15 settembre). La capacità produttiva verrà ampliata di oltre un milione di mq, portando l’output potenziale di gres porcellanato a 10 milioni di mq, entro il 2017.

    Il focus sullo storico distretto d’origine non si è tradotta solo nel miglioramento della produzione e della competitività, ma si è declinata anche nel progetto che a fine 2015 ha permesso di ristrutturare e aprire alla città lo showroom, gli uffici e il Crogiolo, luogo storico della creatività ceramica. Gli investimenti di Marazzi hanno riguardato, oltre alle tecnologie e ai siti, anche il capitale umano. «Abbiamo effettuato quasi 17mila ore di formazione tecnico-specialistica e di aggiornamento all'uso dei nuovi sistemi e impianti, oltre ai corsi dedicati alla sicurezza sul lavoro», conclude Tavani, rimarcando anche che l’attenzione al tema della sicurezza è e resterà altissima.

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