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Da Taskhunters a Mario, le app che «riconciliano» lavoro e vita…

INNOVAZIONE

Da Taskhunters a Mario, le app che «riconciliano» lavoro e vita privata

Ritirare le camicie in lavanderia. Fare la fila in Posta. Falciare l’erba del prato. Ma anche trovare un idraulico referenziato. Commissioni quotidiane, minuti contati e zero pazienza, che trovano nelle App una preziosa “scialuppa” alla conciliazione tra lavoro (fuori casa) e gestione familiare. Ma anche un’opportunità di reddito – più o meno importante – per artigiani o studenti che vogliono arrotondare.

Taskhunters
Almeno questo è l’obiettivo di Taskhunters, l’app ideata da Lorenzo Teodori e Francesco Piovesan con un capitale iniziale di 20mila euro, per mettere in contatto studenti universitari disponibili a commissioni e lavori occasionali con chi è ben lieto di “affidare”a pagamento qualche incombenza.

«A differenza delle app che mettono semplicemente in comunicazione domanda e oferta – spiega Teodori – atraverso la nostra piattaforma di geolocalizzazione consenstiamo aagli utenti di pubblicare un task in base alle proprie necessità, scegliendolo tra più categorie, e di selezionare la persona più idonea tra quelle che si sono proposte per svolgerlo».
Del resto, in Italia circa 4 studenti su dieci studiano e lavorano e il lavoro saltuario / occasionale (23,2%), oggi, è diventato prevalente rispetto al lavoro continuativo (16,4%), con un sostanziale cambiamento rispetto agli anni ’90. Inoltre, il lavoro da studenti rimane più diffuso fra gli universitari di origine sociale non privilegiata, con una percentuale del 41,7 per cento.

L’app si scarica gratuitamente. Agli universitari è rcihiesto registrarsi con l’email dell’ateneo (in modo da poter verificare il dominio). A questo punto si può segnalare la propria disponibilità. Chi offre lavoro, specifica quando, dove e quale budget assegna all’incarico offerto. Taskhunters trattiene il 15%+Iva dal compenso offerto, che di solito si aggira in un range tra 20 e 50 euro.

Tra i servizi proposti ci sono: spesa al supermercato, personal shopper, pet care, trasloco, ritiro di certificati e commissioni in posta, ritiro e consegna di abiti in lavanderia, faccende domestiche, montaggio e smontaggio di mobili, lezioni private (musica, lingue, ripetizioni), graphic design e assistenza informatica. Gli studenti presenti nella piattaforma, tutti verificati preventivamente dalla startup, possono candidarsi per portare a termine i task nelle categorie in cui sono più preparati. Inoltre, è attivo un sistema di valutazione reciproca: una volta che il compito viene svolto, i feedback permettono di costruire una buona reputazione all’interno del marketplace, sia allo studente che svolge il task, sia a chi lo richiede. Per ora, il sistema è attivo solo a Milano. Nel 2017, dovrebbe toccare Roma, Torino, Padova e Bologna.

Mario App
Mettere in contatto utenti “disperati” per il lavandino che perde o la lavastoviglie che va a singhiozzo con artigiani referenziati e competenti è, invece, l’obiettivo di Mario App, l’Uber dei servizi per la casa.
Start up fondata un anno fa da 4 ragazzi calabresi (Giuseppe, Michele, Francesco e Giacomo) è principalmente attivo in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Lazio e consente, dopo aver usufruito della prestazione, di lasciare una recensione sul professionista che ha eseguito il lavoro.
Accedendo al sito o scaricando l’applicazione, basta scattare una foto, descrivere l’intervento da svolgere e premere invio.
Il sistema di messa in contatto promette, nel giro di pochi minuti, di ottenere le prime risposte dai professionisti. È possibile confrontare preventivi, prezzi e tempistiche, oltre che il profilo e le recensioni di tutti i professionisti con cui si entra in contatto. Tra i profili più richiesti, dall’idraulico al falegname, dall’esperto di parquet all’elettricista, dall’imbianchino al traslocatore.

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