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Anniversario record per Conserve Italia

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AGROINDUSTRIA

Anniversario record per Conserve Italia

«Non voglio parlare di bilancio, il CdA ha approvato il progetto la scorsa settimana e l’assemblea è convocata a fine ottobre. Oggi voglio parlare di questo importante, triplice anniversario dei nostri marchi: i 40 anni di Valfrutta, i 70 anni di Yoga e i 160 anni di Cirio». Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia, si smentisce però dopo le prime parole, perché anticipa che «se l’anno scorso abbiamo fatto il record, con il miglior bilancio della nostra storia chiuso a oltre un miliardo di euro di fatturato aggregato, ora ci prepariamo ad approvare un ulteriore balzo in avanti dei conti al 30 giugno 2016, con i ricavi in crescita di qualche punto percentuale in più e un ulteriore miglioramento sia della redditività sia della posizione debitoria».

La salute economico-finanziaria è in effetti il regalo migliore con cui il primo gruppo conserviero del Paese – e tra i primi gruppi cooperativi internazionali – poteva festeggiare i primi 40 anni dalla fondazione, che oggi celebrerà a Forlì in un mega-evento con 4mila tra soci, autorità e istituzioni. Era il 1976 quando a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, il primo nucleo di 15 cooperative di agricoltori acquisirono Valfrutta e poi Massalombarda Colombani (e il suo marchio Yoga), Derby per arrivare nel 2002 a costruire il più grande impianto di trasformazione d’Europa, a Pomposa di Ferrara, nel 2004 a rilevare Cirio De Rica e a dar vita a quello che oggi è un gruppo da numeri-mostre: 14mila produttori ortofrutticoli, 600mila tonnellate di materie prime lavorate in 11 stabilimenti (di cui due in Francia e uno in Spagna), 1.600 dipendenti fissi e 1.400 persone stagionali per un totale di 3mila addetti, un milione di tonnellate di prodotti finiti per il 45% esportati e per il 70% legati ai marchi dell’azienda (Valfrutta, Yoga, Derby Blue, Cirio, Juver, Jolly Colombani).

Una storia ripercorsa nel libro presentato ieri “Il bisogno e il sogno. Conserve Italia: una bella storia di cooperazione”, che proietta ora il gruppo verso i prossimi 40 anni. «Nonostante la situazione non facile nel nostro settore – commenta il direttore generale di Conserve Italia, Pier Paolo Rosetti – con un lieve rallentamento in questi primi mesi del 2016 , guardiamo avanti con ottimismo. Perché abbiamo marchi molto forti (che per scelta prudenziale lasciamo a valori contabili molto bassi, il 6% del fatturato) e continuiamo a investire in innovazione. Nel retail stanno arrivando sugli scaffali nuovi succhi della gamma Yoga 100% frutta; arricchendo la linea di legumi bio, che sta crescendo del 30% dal lancio della scorsa primavera; e per i cotti a vapore lanceremo due nuove referenze entro l’anno». Nell’horeca la strategia di Conserve Italia è potenziare i formati specializzati ad alta componente di servizio, nei mercati esteri valorizzare il made in Italy di qualità.

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