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Gli italiani tagliano la spesa per strumenti musicali

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Gli italiani tagliano la spesa per strumenti musicali

Negli ultimi tre anni la spesa media pro-capite per acquistare uno strumento musicale nel nostro Paese è scesa del 21% (Olycom)
Negli ultimi tre anni la spesa media pro-capite per acquistare uno strumento musicale nel nostro Paese è scesa del 21% (Olycom)

La patria della musica occidentale, l’Italia, perde posti nella classifica della spesa per strumenti musicali. Negli ultimi tre anni la spesa media pro-capite degli italiani per acquistare uno strumento musicale è scesa del 21% da 7,94 e 6,3 dollari. L’indicazione viene da un rapporto del Namm (National Association of Music Merchants) ed è stato diffuso dagli organizzatori di Cremona Musica International Exhibitions, la tradizionale fiera degli strumenti musicali che si tiene annualmente a Cremona (e che entra oggi nel vivo, per concludersi domani).

Una manifestazione che è diventata nel tempo un vero e proprio punto di riferimento per il mercato e le attività musicali in Italia.
I dati sul mercato degli strumenti musicali mostra l’Europa in una sorta di arretramento culturale. Il giro d’affari del mercato musicale in Italia è calato di quasi un terzo da tre anni a questa parte: -32% per toccare quota 330 milioni di dollari. Austria e Regno Unito registrano un giro d’affari in discesa rispettivamente del 17% (125 mln/dollari) e 12% (550 mln/dollari). E la Germania che ha il primato del mercato europeo, con una quota del 5,8% e 1 miliardo di dollari, viene indicato in stagnazione.

Quindi per i produttori – e l’Italia e Cremona sono luoghi universalmente riconosciuti per il valore delle produzioni – non resta che guardare lontano. SI registra infatti che Stati Uniti (Mondomusica non per nulla tiene regolarmente sessioni a New York) con 6,9 miliardi di volumi, rappresentano il 40,6% del mercato mondiale, ed hanno registrato nel triennio un ulteriore avanzamento del 6%. Anche il mercato giapponese con 2,2 mld/dollari di giro d’affari è cresciuto del 5%. Crescita record in Cina con un + 39% che porta il mercato locale oltre 1,3 miliardi di dollari.

La manifestazione di Cremona è composta di quattro sezioni: Cremona Mondomusica, il più importante salone internazionale dedicato alla liuteria di alta gamma, Piano Experience, l’unica fiera in Europa su pianoforte e strumenti a tastiera Acoustic Guitar Village, il salone dedicato alla chitarra classica e acustica e Cremona Winds, una sezione espositiva dedicata agli strumenti a fiato. Vi si possono trovare delle autentiche chicche come il violino-gioiello del maestro Stefano Trabucchi per i 25 anni di attività che nella nocetta dello strumento ha inciso l’iniziale del suo cognome con nove diamanti taglio brillante incastonati in oro bianco. Si possono vedere anche violini, viole e violoncelli realizzati in fibra di carbonio – ribattezzati Stradivari 2.0 – e costruiti seguendo il processo di infusione sottovuoto, una tecnica derivata dall’aviazione e dall’industria aerospaziale. In fibra di carbonio e ghisa è anche il Bogányi Piano, il pianoforte più costoso al mondo (250 mila euro).

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