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Allarme freddo, riaprono tre vecchie centrali

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Allarme freddo, riaprono tre vecchie centrali

La centrale a carbone dell’Enel a Genova. Sullo sfondo, la Lanterna. (Imagoeconomica)
La centrale a carbone dell’Enel a Genova. Sullo sfondo, la Lanterna. (Imagoeconomica)

Una ventina di reattori nucleari francesi fermi per controlli di sicurezza, la domanda europea di elettricità a tutta manetta per il freddo, prezzi alti sulle borse elettriche di mezz’Europa e così l’Italia pensa di rinviare la chiusura di alcune vecchie centrali destinate al pensionamento coatto: il ministero dello Sviluppo economico ha chiesto all’Enel di rinviare la procedura di chiusura e smantellamento delle vecchie “caffettiere” a carbone di Genova Lanterna e Bastardo in Umbria, e all’A2A per una parte della centrale a gas di Chivasso.

In autunno la Francia, per controlli sulla sicurezza ai reattori, aveva deciso di fermare una ventina di impianti atomici. La Francia è la grande fornitrice di chilowattora a mezz’Europa: in Francia e dovunque, anche in Italia, è stato necessario far marciare a tutta forza le altre centrali, con un aumento considerevole delle quotazioni del chilowattora.

Ora il freddo si fa più stringente e in Francia, dove l’elettricità è usatissima anche per riscaldare, le previsioni meteo assicurano temperature siberiane per la prossima settimana. «En début de semaine prochaine, les températures se situeront à 3° en moyenne en dessous des normales saisonnières», cioè a inizio settimana le temperature saranno di 3 gradi più basse rispetto alle medie stagionali. Il riavvio di alcuni reattori nei prossimi giorni potrebbe non bastare. La ministra dell’Ambiente Ségolène Royal ha convocato una riunione di crisi con EdF e le altre aziende elettriche per concordare che tipo di invito al risparmio inviare ai consumatori elettrici.

Nei giorni scorsi lo Sviluppo Economico ha avvisato l’Enel di non smantellare Genova Lanterna, una vecchia e spompata centrale a carbone da 155 megawatt spenta da mesi e collocata proprio nella zona più pregiata del porto, a fianco della lanterna medievale. Chiede non di riaccenderla ma di congelarla per renderla disponibile qualora servisse.

“La scusa non regge perché nel Nord Italia ci sono moltissime centrali a gas a ciclo combinato, più efficienti e meno impattanti dal punto di vista sanitario e ambientale”

Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf Italia 

Protestano il parlamentare cinquestelle Gianni Girotto e il Wwf: «La scusa non regge - commenta Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf Italia - perché nel Nord Italia ci sono moltissime centrali a gas a ciclo combinato, più efficienti e meno impattanti dal punto di vista sanitario e ambientale». Secondo l’associazione la richiesta all’Enel, una Spa quotata, può configurarsi come una violazione del libero mercato, poiché altri operatori potrebbero voler fornire l’energia non data dalla Francia.

Poi sono arrivate le altre due richieste uguali del ministero. Una è sulla centrale di Bastardo, vecchissimo impianto nato sulle antiche e ormai vuote miniere spoletine di carbone, per la quale l’Enel aveva appena avviato la gara d’idee per la chiusura e trasformazione. L’altra richiesta è per fermare la chiusura della parte fuori uso della centrale di Chivasso, dove A2A sta investendo sulla moderna parte a ciclo combinato. Impianti ammortati e con costi di gestione modesti, in modo che un loro eventuale riavvio posso non pesare sulle bollette.

Da tempo il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, dice che la sovraccapacità italiana di centrali è solamente apparente.

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