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Nuova soluzione per i rifiuti radioattivi di Statte

RIFIUTI RADIOATTIVI

Nuova soluzione per i rifiuti radioattivi di Statte

La Sogin interverrà per la rimozione, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi stoccati all’interno della discarica Cemerad di Statte, alle porte di Taranto. Lo ha stabilito un emendamento al decreto legge sul Sud e sulle aree di crisi che, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, adesso attende il via libera dell’aula di Montecitorio prima di passare al Senato. L’emendamento è stato proposto dai deputati Pd pugliesi (primo firmatario Ludovico Vico) e ha l’obiettivo «di imprimere un’accelerazione al completamento delle attività programmate ed in avanzato stato di definizione fino al completo risanamento e recupero del sito». Per questo, si sottolinea, «è opportuno prevedere che le attività vengano affidate alla società “in house” Sogin spa, in possesso di specifiche ed elevate competenze nella materia». La Sogin, infatti, è la società di Stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi compresi quelli prodotti dalle attività industriali». Lo stesso emendamento proroga anche la scadenza del commissario alla bonifica di Taranto, Vera Corbelli, al completamento e collaudo dell'intervento.

Nell'area della Cemerad sono stoccati, da oltre 15 anni, 16.724 fusti. Di questi, 3.334 contengono rifiuti radioattivi mentre nei rimanenti 13.380 ci sono rifiuti decaduti. Il problema è stato anche oggetto di azioni specifiche della commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti che ne ha sottolineato la pericolosità e l'impatto ambientale. E nella legge 20 del 2015 sono stati stanziati 10 milioni per la messa in sicurezza e la bonifica del sito.
Sogin è già intervenuta nei mesi scorsi alla Cemerad. Dopo che i Carabinieri del Nas hanno rimosso i sigilli al deposito, che è sotto sequestro giudiziario e affidato in custodia al Comune di Statte, il personale della società ha effettuato un primo accesso e provveduto ad eseguire, mediante appositi strumenti (contaminametro, rateometro e rateometro con sonda estensibile), misure radiometriche, ma anche un prelievo di campioni di polveri - sottoposti a misure di contaminazione -, nonché una prima analisi dello stato di conservazione dei fusti e delle condizioni statiche dell'edificio. Dopo l'ultimazione delle indagini, la tabella di marcia predisposta dal commissario Corbelli prevedeva il completamento progetto e la predisposizione degli atti di gara per l'affidamento del servizio di rimozione, riconfezionamento colli, trasporto e conferimento dei rifiuti presso operatori autorizzati. Le procedure di gara sono state fissate per questo mese. E risulta, si legge nella relazione all'emendamento al decreto legge, che «sono attualmente in fase di elaborazione finale gli atti per l'affidamento del servizio di trasporto, caratterizzazione, smaltimento dei rifiuti presenti nel deposito, con finale bonifica radiologica e rilascio delle aree prive da vincoli radiologici».

Le operazioni specifiche sono state programmate nel periodo ottobre-novembre prossimi, mentre le attività di caratterizzazione e bonifica del sito calendarizzate per marzo-aprile del prossimo anno. Adesso l’affidamento del lavoro alla Sogin dovrebbe consentire di stare nei tempi fissati senza ulteriori ritardi. Oltretutto, con provvedimenti precedenti, il commissario, al fine di consentire il pronto avvio o la pronta ripresa dell'esecuzione dell'opera commissariata, può essere abilitato ad assumere direttamente determinate funzioni di stazione appaltante.

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