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A «TheMicam» debuttano le grandi griffe

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A «TheMicam» debuttano le grandi griffe

Un’edizione ambiziosa, quella di TheMicam – la vetrina internazionale delle calzature italiane – che apre i battenti, da domani, alla Fiera di Milano-Rho, alla presenza del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda e del sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Perché per la prima volta “debuttano” alcuni tra i più grandi brand della moda italiana: Fendi, Ferragamo, Gucci, Prada e Tod’s. E perché “arruola” come “testimonial” La Divina Commedia, ovvero uno dei peccati capitali – la lussuria – per rappresentare la seduttività dell’alta gamma “Made in Italy (l’anno prossimo toccherà al Purgatorio e nel 2019 al Paradiso).

Da domani, insomma, sono attesi 1.405 espositori, dei quali 795 italiani, per contribuire al rilancio di un settore che vale 14 miliardi di euro di fatturato, occupa circa 77mila addetti, in 5 mila aziende, per l’80% Pmi.

Eppure, le calzature “Made in Italy” non si sentono ancora fuori da una congiuntura difficile.

Gli ultimi dati sono un’istantanea del preconsuntivo 2016. A sostenere il settore, ancora una volta, è l’export (+2,9% in valore , pari a 7,5 miliardi di euro).

Le quantità prodotte continuano a diminuire: -2% in termini reali (187,5 milioni, ovvero -37,5 milioni sull’anno prcedente). A consuntivo si dovrebbe scendere sotto la soglia dei 190 milioni di paia. Il valore tiene, a fatica:+0,3 per cento. Visto che le famiglie italiane ne acquistano sempre meno (-0,1% in quantità e -2,4% il valore) è all’export che bisogna continuare a guardare. Come già detto, cresce del 2,6% in valore ma cala in volume (- 1 per cento). Tuttavia, il prezzo medio è pari a 42,2 euro/paio, il valore più alto degli ultimi 15 anni. Si vende meno, ma a prezzo più alto.

IL COMPARTO
(Fonte: Stime Assocalzaturifici)

Ma dove vanno le scarpe italiane? Tra i mercati Ue (-0,9% in quantità e +2% in valore) tiene la Germania (+0,8% volume e +2,9% valore, seconda destinazione in valore dell’export) scavalcata dalla Francia (in arretramento sia in volume, -5,7%, che in valore, -1,2% e che risente di un calo vistoso del turismo). Segni positivi per Regno Unito e Spagna(-0,5% entrambi), mentre frenano Belgio e Austria (-12% e -5,2%).

Nei primi 9 mesi gli Usa registrano flessioni del -5,1% in quantità e del -2,3% in valore, cui si aggiunge la battuta d’arresto in Medio Oriente (-15,5%), in particolare negli Emirati (-24,3%) e in Arabia Saudita (ridottasi in volume di un terzo, -32,2%). Colpa del petrolio basso.

Però volano i mercati del Far East (+4,1% in volume e +6,5% in valore). Tra 2008 e 2015 l’export quì è cresciuto del 57% in quantità e del 168% in valore. Considerate assieme, Cina (+5% in volume, anche se stabile in valore) e Hong Kong (+1,7% in quantità e +6,1% in valore) rappresentano il 5° mercato. Mentre risale la Russia: in 9 mesi, +9,9 per cento.

«In uno scenario globale difficile – ha detto Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici e theMicam – abbiamo portato a termine il percorso di rinnovamento, ottimizzato il layout espositivo, creato aree tematiche e dato spazio ai designer emergenti italiani ed internazionali».

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