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Piano per tutelare i call center

LAVORO

Piano per tutelare i call center

(Olycom)
(Olycom)

La normativa “anti delocalizzazioni” nel settore dei call center contenuta nella legge di Bilancio (tra le più restrittive nella Ue) sta dando i primi risultati: «Nel solo mese di gennaio sono state comminate 20 sanzioni, contro la trentina di tutto lo scorso anno - ha reso noto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda -. Il secondo passo, adesso, è la richiesta che, come governo, abbiamo “caldeggiato” ai grandi committenti italiani di autoregolamentarsi con l’obiettivo di limitare al massimo gli spostamenti anche all’interno dell’Europa per evitare che, magari, si passi dall’Albania alla Romania. Per ora abbiamo avuto l’ok da 12 tra i principali soggetti, vogliamo arrivare a 15».

C’è necessità, inoltre, «di un utilizzo più corretto delle gare pubbliche», ha aggiunto il titolare del Mise (si spinge per valorizzare il criterio del costo del lavoro medio, e non quello del costo minimo, per scongiurare possibili fenomeni di dumping tra i diversi competitori).

Il punto è che, nell’attuale scenario economico, «il settore dei call center necessita di un livello di protezione» particolare, ha spiegato l’esponente di governo, intervenuto ieri al ministero del Lavoro alla presentazione, assieme al collega Giuliano Poletti, del piano per aiutare le 1.666 persone (1.621 + 45 in maternità, per cui le misure scatteranno con tempistiche diverse) rimaste disoccupate dopo la chiusura della sede di Roma di Almaviva (si tratta del licenziamento collettivo più numeroso avvenuto nel Lazio negli ultimi anni - Alitalia, nel 2014, licenziò 1.199 addetti, Videocon, poco più di mille).

Le misure per i disoccupati Almaviva scatteranno subito: saranno attivati sportelli dedicati, 5 a Roma e uno per ogni altra provincia, ha evidenziato il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti. Per chi accetterà il programma di politica attiva (l’adesione è volontaria), tra marzo e aprile ci saranno le convocazioni, a gruppi o con chiamate singole (per i servizi di orientamento e aggiornamento delle competenze in vista del possibile re-inserimento occupazionale).

Per ciascun lavoratore «sarà a disposizione un budget fino a 15mila euro tra assegno di ricollocazione, formazione e bonus assunzionale - è entrato nel dettaglio il presidente di Anpal, Maurizio Del Conte -. Per l’accompagnamento all’autoimpiego si potrà invece arrivare a 18mila euro, 15mila per la creazione dell’impresa, 3mila per il percorso di accompagnamento». Per i licenziati over60 la regione Lazio erogherà anche fino a 10mila euro per finanziare lavori di pubblica utilità (orario di lavoro massimo 20 ore settimanali per 500 euro mensili).

Tutti gli interessati continueranno comunque a percepire la Naspi (per il primo anno è pari al 75% dell’ultima retribuzione e con un tetto a 1.300 euro).

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