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Agricoltura 4.0, così il digitale accelera dal campo alla tavola

la Sfida da expo 2015

Agricoltura 4.0, così il digitale accelera dal campo alla tavola

Una nuova agricoltura per la società di domani all’insegna del digitale. Che dopo la prima rivoluzione portata nei campi dal trattore, datata 1889, nel giro di pochissimi anni dovrà entrare in tutte le aziende italiane. Con un alto tasso di innovazione tecnologica che garantisca redditi più elevati agli agricoltori, maggiori rese produttive di qualità, a costi più contenuti, e minore impatto ambientale. E questo, naturalmente, in aggiunta alla sicurezza alimentare per consumatori sempre più attenti all'origine e alle caratteristiche nutrizionali di ciò che mangiano.

Sfida partita da Expo
La sfida per raggiungere questi obiettivi è partita ufficialmente con Expo 2015 con il progetto sull’agricoltura di precisione annunciato dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. Una priorità inserita nel piano Industria 4.0 del Governo che nel giro di cinque anni dovrebbe proiettare l’Italia ai vertici europei, aumentando gli ettari lavorati con tecnologie innovative dall’1 al 10% almeno della superficie agricola coltivata in Italia.

Agricoltura 4.0, Moncalvo: "Dallo spazio tecnologie interessanti"

Progetto trasversale
Il lavoro è appena iniziato, ma istituzioni e aziende private ci credono. Sempre più convinte che il futuro dell'agroalimentare passerà da qui. A un seminario dal titolo “Agricoltura 4.0 – Braccia rubate all’innovazione”, che si è tenuto oggi a Roma al Montecitorio Meeting Center, il direttore generale dell'Ismea, Raffaele Borriello, ha anticipato che l’Istituto «ha avviato una partnership con Bonifiche Ferraresi per la messa a punto di un progetto sull'agricoltura di precisione da estendere a tutta l'agricoltura italiana«. I dettagli del progetto con Bonifiche Ferraresi - società quotata in Borsa che gestisce la più grande azienda agricola in Italia con una Superficie agricola utilizzabile di circa 5.500 ettari - dovrebbero essere resi noti nelle prossime settimane. E comunque prevederà l’erogazione di servizi di “Precision Farming” in favore delle aziende agricole italiane. Questo in base a un contratto finalizzato ad accrescere la competitività delle aziende, facendo leva sull'abbattimento dei costi produttivi, il miglioramento della qualità dei prodotti e un aumento degli standard relativi agli impatti ambientali.

Tecnologie in democrazia
Il progetto di partnership tra Ismea e Bonifiche Ferraresi si pone l’obiettivo, tra l’altro, di introdurre nelle imprese agricole sistemi digitali altamente tecnologici all’interno dei processi produttivi; tecnologie moderne finalizzate a conciliare l’aumento della produttività, la riduzione dei costi e la sostenibilità ambientale. “Tecnologie - ha detto il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, intervenuto all'evento - che in ogni caso dovranno portare democrazia all'interno di tutte le aziende, anche in quelle di più piccole dimensioni». Certo, per la realizzazione di questo progetto serviranno anche fondi pubblici. Ma i 21 milioni di euro stanziati l’anno scorso per la ricerca in biotecnologie innovative, ha ricordato Moncalvo, vanno già in questa direzione.

L'esperienza satellitare
Risorse finanziarie a parte, l’agroalimentare può del resto contare sull’apporto e l’esperienza delle tecnologie già utilizzate nel settore spaziale. «Viviamo in un'epoca in cui la tecnologia spaziale si inserisce con il digitale anche in agricoltura – ha detto l’amministratore delegato di Telespazio, Luigi Pasquali – Un settore che negli ultimi 50 anni ha visto raddoppiare le rese produttive, garantendo anche una migliore qualità e sostenibilità ambientale dei prodotti. Le tecnologie esistenti a bordo dei satelliti possono garantire informazioni preziose per le aziende agricole. Per questo abbiamo affiancato il ministero in questo percorso».

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