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Solo il 44% accede a reti ultraveloci. Gay: «Ridurre il gap…

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Solo il 44% accede a reti ultraveloci. Gay: «Ridurre il gap digitale»

Foto Space24
Foto Space24

Solo il 44% delle famiglie italiane ha accesso a reti ultraveloci per la connessione Web, contro una media Ue del 71%. Lo ha reso noto Facebook Italia, a margine dell'incontro con la stampa per la presentazione del Forum dell'economia digitale organizzato a Milano il 22 marzo insieme ai Giovani imprenditori di Confindustria. Secondo i risultati dell'Inclusive internet index, un report elaborato per Facebook dalla Intelligence unit dell'Economist, l'Italia si posiziona al 10mo posto sui 75 Paesi dell'indice (5a in Europa) per «grado di inclusività» del Web. Secondo stime dell'Unione europea, l'attuazione completa degli obiettivi dell'Agenda digitale produrrebbe una spinta all'economia pari a 70 miliardi di euro (circa il 4,5% del Pil).

Aziende in cerca di candidati
Nel corso della presentazione dell’evento, Marco Gay, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, ha sottolineato come in Italia il 22% delle posizioni di lavoro nel digitale resta scoperto per assenza di candidati, mentre gli occupati nel settore dell'Ict rappresentano solo il 2,5% del totale. Le imprese con risorse specializzate nell'Ict, aggiunge Gay, sono il 17% del totale (la media Ue è del 20%), a fronte di una quota del 12% di aziende che si occupa di formazione digitale (contro uno standard europeo del 22%). La Penisola è fanalino di coda anche per il totale di laureati nella forza di lavoro dell'economia digitale: il 33%, quasi la metà di una media europea del 60,5%. «Il problema è legato alla formazione, lavorare nel digitale non significa solo sapere usare un telefonino – ha detto Gay - Però ci sono novità positive, come i corsi di coding e altre iniziative di formazione interna nelle imprese».

Donne manager, più ricavi dall’export
Secondo i dati del Future of business survey, rilevazione mensile condotta da Facebook insieme a Ocse e Banca mondiale dal febbraio 2016, le Pmi italiane con un management formato soprattutto da donne sono solo il 28% del totale, ma dimostrano una maggiore propensione della media a fare ricavi con export e innovazione digitale. Nel dettaglio, su un campione di 140mila imprese proprietarie di una pagina Facebook (7.400 le italiane), le aziende capitanate da donne si mostra più incline a fare ricavi dall'export internazionale (media del 41% contro il 31% delle Pmi guidate da uomini) e più familiare con gli strumenti online: il 76% li usa per promuovere il proprio business (contro il 74% delle aziende gestite da uomini), il 78% per mostrare nuovi servizi (nelle imprese “maschili” si scende al 74%) e il 69% per fornire informazioni (contro il 62% delle aziende guidate da uomini).

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