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All’università Politecnica delle Marche parte ingegneria musicale

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All’università Politecnica delle Marche parte ingegneria musicale

(Foto Candolfi)
(Foto Candolfi)

La città di Rossini e sede di uno dei conservatori più prestigiosi a livello internazionale si lancia in un progetto innovativo e di ampio respiro, affiancando la Politecnica delle Marche in un corso di perfezionamento in ingegneria negli strumenti musicali, che partirà il prossimo 27 marzo: 120 ore di lezioni, che si svolgeranno ad Ancona e, in parte, anche a Pesaro. «Un corso unico in Italia, che cerca di unire l’arte e la scienza con la collaborazione fra conservatori e università», spiega Adelina Borruto, del comitato coordinatore di Uniroma1, ateneo che collabora attivamente all’organizzazione, in sinergia con il conservatori “Pergolesi” di Jesi e “Santa Cecilia” di Roma.

L’attività didattica prevede lezioni teoriche, seminari, attività pratiche e analisi numeriche tenuti da docenti dell’università marchigiana e dei conservatori. Si partirà con il primo modulo di 80 ore sugli insegnamenti di base, obbligatorio per tutti i corsisti che, al momento dell’iscrizione dovranno scegliere se poi specializzarsi in uno dei moduli da 40 ore, il primo dedicato a elementi di progettazione e accordatura del pianoforte e l’altro su progettazione e costruzione di imboccature di strumenti a fiato. Al conservatorio di Pesaro si prevede di fare alcune lezioni di musica elettronica.
La proposta formativa non nasce a caso, visto che, secondo l’ultimo censimento dell’Istat, le Marche sono la regione italiana con la più alta concentrazione di imprese e addetti nella produzione di strumenti musicali, con 99 imprese attive e 815 addetti, che rappresentano il 40% del totale nazionale.

Il corso di perfezionamento si inserisce in questo contesto, all’interno del quale – come ha evidenziato il rettore della Politecnica delle Marche, Sauro Longhi – «sono poche le scuole d’indirizzo tecnico di elevata qualità, e si registra un’assenza, pressoché totale, di corsi di livello terziario». Parallelamente, la meccanica e i materiali usati per la costruzione degli strumenti musicali hanno subìto nel tempo modifiche più o meno importanti, spesso però fondate unicamente su tradizione, esperienza, sperimentazione e istinto dell’artigiano che produce gli strumenti.

«Oggi però non bastano esperienza e tradizione per costruire uno strumento eccellente – ha concluso Graziano Cerri, che coordina il corso -: servono anche modelli matematici, nozioni di fluidodinamica, di materiali e un team di musicisti e ingegneri che lavorino a stretto contatto».
Il corso prevede come minimo 22 iscritti e massimo 50 partecipanti. Le preiscrizioni vanno effettuate on line entro il 20 marzo sul sito www.univpm.it all’interno del quale si può consultare anche il bando.

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