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Bulgari raddoppia a Valenza

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Bulgari raddoppia a Valenza

Un investimento importante. Che aumenta del 50% la capacita produttiva e sostiene l’ambizione del brand di scalare la classifica dei produttori mondiali di gioielli. Bulgari apre le porte del nuovo stabilimento di Valenza, in Piemonte: 14mila metri quadri, organizzati secondo i criteri LEED (Leadership in Energy and Enviromental Design), 300 nuovi addetti entro il 2020, che affiancheranno i 400 in capo al polo produttivo.

«Tutto ciò che è Bulgari nasce in Italia, ad eccezione degli orologi – sottolinea Jean-Christophe Babin, amministratore delegato di Bulgari, maison entrata nel Gruppo Lvmh nel 2013 – perché crediamo nella manifattura e nel valore aggiunto della produzione in Italia, vogliamo fare gioielli là dove c’è il vero know-how. Siamo i secondi produttori». L’ammontare dell’investimento? «Qualche decina di milioni di euro» dice a margine Babin, che sceglie di non indicare l’esatto ammontare dell’impegno economico che ha valorizzato e ampliato il sito produttivo piemontese di Bulgari, parte di una realtà leader nel lusso come il Gruppo Lvmh , con 37,6 miliardi di fatturato nel 2016 e in pancia brand iconici del Made in Italy come Loro Piana, Emilio Pucci, Fendi, Acqua di Parma.

Il nuovo stabilimento, con una corte interna, vetrate e una «pelle» di acciao, è sorto in un luogo simbolo per il distretto orafo valenzano, accanto alla Cascina dell’orefice, il primo insediamento orafo di Valenza, risalente ai primi anni dell’Ottocento. Per il ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, l’investimento del Gruppo in Italia rappresenta un riconoscimento importante. «L’anno scorso l’Italia - dice il ministro - ha registrato esportazioni record, con un saldo commerciale che ci mette al quinto posto nel mondo. Siamo un grande Paese esportatore e manifattura e innovazione sono driver del processo».

Costruito in tre anni - a gennaio 2014 il primo incontro operativo con l’amministrazione comunale - lo stabilimento piemontese di Bulgari ospita anche l’Academy, punto di riferimento per la formazione e i mestieri orafi come spiega Nicolò Rapone, responsabile Operations per il polo. «L’Academy è già attiva – aggiunge – e stiamo formando i nuovi addetti, in questo momento il focus sono le persone, il numero di addetti è salito a quota 450 e sono entrati lavoratori giovani che danno grande energia».

Organizzato in tre reparti, la produzione nel plant è suddivisa in 18 isole, ognuna specializzata sulle principali linee di prodotto, dal B01 alla linea Diva ai «Serpenti». L’attrice Isabella Ferrari è stata la madrina dell’evento a cui ha partecipato Nicola Bulgari, attualmente vicepresidente del Gruppo: «Avrei voluto accanto a me mio padre Giorgio, creatore della bellezza dei gioielli Bulgari, e mio nonno Sotirtio, fondatore della maison. Sarebbero stati fieri di condividere questa gionata».

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