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Google, Facebook e Youtube spingono il mercato pubblicitario

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Google, Facebook e Youtube spingono il mercato pubblicitario

Si sente sempre di più il peso di Google, Facebook e Youtube sul mercato pubblicitario italiano. I dati diffusi ieri da Nielsen restituiscono plasticamente l'immagine di un contesto in cui search e social sono in grado di far cambiare il barometro: bel tempo con i loro dati; maltempo senza.

I numeri Nielsen spiegano chiaramente il perché. Il mercato degli investimenti pubblicitari nel mese di gennaio chiude in calo dell’1,6% rispetto allo stesso mese del 2016, pari a circa 6,9 milioni in meno. Se si aggiungesse però anche la stima sulla porzione di web attualmente non monitorata (principalmente search e social), il mercato chiuderebbe il mese di gennaio in pari (+0,4%).

Insomma, search e social (e quindi Google e Facebook fondamentalmente) che rappresentano quella parte di web non monitorata – perché i dati non vengono forniti – ma solo stimata da Nielsen quanto a raccolta pubblicitaria è in grado di cambiare il verso del mercato. A quanto ammonta in valore assoluto? Stando alle stime Nielsen si potrebbe parlare di 1,5 miliardi per Facebook e Google-Youtube nel 2016 (la stima viene fatta una volta all’anno).

«Il mercato a gennaio – spiega Alberto Dal Sasso di Nielsen – è stato tendenzialmente piatto, come ci si poteva aspettare. Storicamente il primo mese è poco rappresentativo per una previsione sull’anno. Considerando che il 2016 è stato un anno a due velocità, con un primo semestre a +5,2% e un secondo a +2%, possiamo prevedere una prima parte del 2017 meno dinamica rispetto alla seconda».

Relativamente ai singoli mezzi, la Tv chiude il mese con un decremento dello 0,5%. Quotidiani e periodici iniziano l’anno rispettivamente con un calo del 13,2% e dell’1,5 per cento. Gli investimenti sul mezzo radio crescono invece del 3,9%. Internet, relativamente al perimetro attualmente monitorato in dettaglio, raccoglie il 3,6 in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Anche qui, aggiungendo dunque la porzione di mercato non monitorata ma solo stimata (search e social), la raccolta dell'intero panorama del web advertising è in crescita del 7,1%. In trend negativo il cinema (-5,4%), l’outdoor (-28,5%), la goTV (-8,3%) e il transit (-4,5%). In terreno positivo il direct mail (4,4%).

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 10 in crescita. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti: alle performance positive di alimentari (+4,1%), automobili (+3,9%) e farmaceutici (+15,9%) si contrappongono i cali delle telecomunicazioni (-19,5%), media/editoria (-5,0%) e distribuzione (-7,9%). Abitazione (+11,4) e tempo libero (+7,7%) sono alcuni degli altri settori che contribuiscono alla crescita.

«Aspettiamo di vedere i dati consolidati del primo trimestre – conclude Dal Sasso – per valutare la tendenza del 2017. Il fatto che la stessa Bce abbia rialzato di un decimale di punto le previsioni di crescita dell’Eurozona e che veda scongiurata la minaccia deflazionistica ci fa guardare al 2017 con moderata fiducia».

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