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Le macchine per caffè made in Firenze conquistano il mondo

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Le macchine per caffè made in Firenze conquistano il mondo

Si prepara a festeggiare i 90 anni di vita col record di vendite e due obiettivi nuovi La Marzocco, storica azienda di macchine da caffè di Scarperia (Firenze), in Mugello, fondata dai fratelli Giuseppe e Bruno Bambi, poi guidata da Piero Bambi (83 anni, ancora in azienda) e, dagli anni Novanta, in mano a un gruppo di manager-investitori americani. All’America, del resto, La Marzocco è legata a doppio filo, visto che fino a 15 anni fa il suo cliente principale è stata la catena di coffee shop Starbucks.
Oggi i clienti sono ancora internazionali, ma sparsi in più di 100 Paesi con l’Australia al primo posto, gli Usa al secondo e l’Inghilterra al terzo. Il 2016 si è chiuso con un fatturato di 120 milioni di euro, in crescita del 26% sull’anno precedente e 336 addetti a livello mondiale, di cui più di 200 nello stabilimento del Mugello che rappresenta il cuore industriale del gruppo e che è controllato dalla holding americana. In pratica, dal 2009 a oggi l’azienda ha moltiplicato per 15 i ricavi (fatturava 8 milioni di euro impiegando 40 persone).

Il mercato italiano rappresenta solo l’1% delle vendite, ed è proprio su questo terreno che La Marzocco punta ora a cambiare passo, forte delle sue macchine di alta qualità che fondono innovazione e design. «L’Italia compra 40mila macchine da caffè all’anno ed è un mercato su cui vogliamo crescere – spiega il direttore marketing Christopher Salierno – per questo abbiamo aperto un ufficio commerciale e un magazzino a Milano, e stiamo creando eventi per avvicinarci ai torrefattori e alle caffetterie. Vogliamo costruire piattaforme per professionisti del settore che guardano alla qualità, visto che le nostre macchine non sono per tutti».

Nell’operazione di crescita programmata La Marzocco punta non solo sulle macchine da caffè professionali ma anche su quelle da casa, nate un anno e mezzo fa e di qualità e prezzo elevati (circa 4.000 euro): già nel 2016 ne sono state vendute tremila, che hanno trainato il fatturato aziendale.
L’attenzione al mercato italiano si accompagnerà all’espansione estera, con due nuove filiali che portano a otto il totale: Stoccarda aperta due settimane fa e Shanghai di prossima apertura per servire il grande mercato cinese, diventato il più grande importatore al mondo di macchine da caffè. A supporto della crescita La Marzocco sta investendo un milione di euro nella digitalizzazione della fabbrica in Mugello, che sarà connessa con tutte le filiali, vedrà scomparire la carta e avrà macchinari che si parlano tra di loro.

L’altro investimento in programma vale quasi cinque milioni di euro e trasformerà la vecchia sede industriale a Fiesole, sulle colline di Firenze, in un museo e Accademia del caffè, destinato ad accoglierne la storia e a formare i professionisti del settore, che sarà pronto tra un anno. «Nel frattempo ci prepariamo ad assumere 12-13 persone tra ingegneri e addetti al marketing – conclude Salierno – e per questo organizzeremo una grande selezione “sul campo”, nel nostro stabilimento in Mugello all’inizio di maggio».

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