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Saipem fa rotta sull’innovazione

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Saipem fa rotta sull’innovazione

È uno degli assi del piano strategico presentato, a fine ottobre, dall’ad Stefano Cao per contrastare uno scenario ancora molto incerto. Per questo motivo, Saipem ha deciso di puntare ancor di più su tecnologia e innovazione e ieri, in occasione dell’apertura alla stampa del polo di Marghera, che ha messo in insieme l’expertise di Sonat Subsea Sonsub, attiva nel campo della robotica sottomarina e acquisita da Saipem nei primi anni ’90, e le competenze di Tecnomare Industriale, specializzata nello sviluppo di tecnologie sottomarine, la società ha ribadito, da un lato, lo sforzo in questo senso, con il raddoppio, nel 2017, del budget per la tecnologia (da 30 a 60 milioni di euro) e ha rimarcato come la capacità di proporre soluzioni innovative ai committenti dell’oil and gas rappresenti uno degli elementi su cui scommettere per assicurarsi un vantaggio competitivo nel mercato.

Non a caso, oltre alla mole di investimenti già messa in pista, dal 2012 al 2016, per lo sviluppo di nuove tecnologie (163 milioni, di cui 73 solo in innovazione pura), Saipem può vantare, come hanno spiegato ieri Antonio Careddu, vice presidente esecutivo Strategie, innovazione e Ict di Saipem e Massimo Fontolan vice president Sonsub, 36 nuovi brevetti solo nel 2016 (l’anno più prolifico nella storia societaria), oltre ai 2308 già registrati nel corso del tempo, e 176 tecnologie proprietarie, distribuite tra raffinazione, petrolchimico e Snamprogetti. E, per rafforzare ancor di più il know how aziendale, la società di Cao ha annunciato ieri due accordi di collaborazione. Il primo, sottoscritto con Siemens, servirà a promuovere e qualificare un sistema aperto di controllo sottomarino per l’architettura Saipem Subsea Bus, che già si basa su un’interfaccia firmata Siemens. In sostanza, attraverso la partnership, il sistema sarà ulteriormente potenziato. «L’accordo - ha sottolineato ieri il numero uno Cao - segna per Saipem un ulteriore passo in avanti sulla strada verso lo sviluppo dei nostri sistemi di trattamento sottomarino proprietari».

L’altra intesa, invece, è stata siglata con Ntt Data: le due aziende collaboreranno a creare e a implementare propotipi e nuove soluzioni nei cantieri e nelle navi Saipem e hanno così consolidato un rapporto che, già nel 2016, li ha visti fianco a fianco nel progetto “Digital Site” presso la yard di Arbatax in Sardegna dove è stato sperimentato l’uso di dispositivi innovativi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, attraverso la Fabbrica dell’innovazione di Saipem, l’incubatore di idee che è stato inaugurato agli inizi di agosto e che rappresenta uno dei tasselli della “svolta” avviata dalla società per favorire anche un cambiamento culturale e non solo la messa a punto di soluzioni tecnologiche innovative.

Che, ieri, sono state passate in rassegna nel corso della visita al polo tecnologico di Marghera: dal programma Innovator Rov, avviato nel 2000, per produrre su scala industriale i robot sottomarini comandati a distanza alla tecnologia sottomarina Springs, sviluppata insieme a Total e Veolia, che opera direttamente sul fondale marino, dal sistema Multipipe per separare il gas dal liquido in acque profonde e ultraprofonde all’Active Local Heating, un sistema di riscaldamento locale che consente una migliore fluidità poiché aumenta la temperatura del fluido attraverso il tubo

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